Mercoledì 28 luglio con Andrea e Giulio (Delvescovo e Frangioni ndr) sono salito da Devero all’ alpe Forno, in Valle Antigorio, a 2222 metri di altitudine. Oltre al fresco che ci toglie di dosso la cappa torrida e persistente di queste settimane, ci sembra di essere piovuti su un altro pianeta nel vedere ranocchi che saltano ai margini di freschi stagni, torrenti che scorrono tra i pascoli di erba mutellina, manze che si ristorano sugli argini dei laghetti della Satta. “Se si potesse comprimere in una scatola quest’aria fina e liberarla nelle nostre stanze quando a mezzanotte ci sono trenta gradi sarebbe una meraviglia”, diciamo rassegnati.