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Le “valli nascoste” d’Anzasca

Tra le valli tributarie dell’Anzasca, Tignaga e Moriana sono senz’altro le più defilate, le più timide oserei dire, sospese non solo dal punto di vista orografico ma anche perché rimandano a storie lontane e indecifrabili.

Non sono conosciute come la Segnara con i suoi venti alpeggi e il tratto GTA o come la Val Bianca con le miniere d’oro e Barzona che la sorveglia.
La valle Olocchia è famosa per il suo lago e i ruderi di villa Lancia a Baranca.
La valle di Mondelli è depositaria di storie da ascoltare per intere serate e la Quarazza è rinomata per i suoi piccoli ristoranti, il sentiero che porta al passo del Turlo costruito dagli alpini, il “Lago delle Fate” e la “città morta” dove un tempo si lavorava il minerale aurifero.

Queste due piccole valli contigue sembrano invece appartarsi ad ascoltare il tempo che scorre nelle immutabili cime che le sovrastano, nei ciottoli consunti e nei sentieri abbandonati in un clima quasi mistico in sintonia, in val Tignaga, con la cappelletta della Madonna del Curgil.
Entrambe alla loro testata mostrano un laghetto; uno a 2365 m in val Tignaga, l’altro a 2099 m in val Moriana.
Sono gli occhi blu delle montagne, due piccole perle che tra le pietre comunicano con il cielo. Oltre quelle cime si apre la val Sesia.
Ho visitato la val Tignaga la scorsa primavera salendo da Ceppo Morelli. La vegetazione mostrava il risveglio annuale; timidi miosotis nei prati, più in alto le primule irsute e le felci che srotolavano le loro punte al sole.
Ho letto poi che le felci sono tra le piante più antiche del pianeta. Non ho incontrato animali tranne un piccolo orbettino, ma sono sicuro che salendo molti occhi mi spiavano curiosi.
La val Tignaga ha una forma trapezoidale delimitata dal pizzo di Mezzodì a oriente, dalla dorsale che attraverso il Monte Roncastello si unisce al Pizzo Tignaga (2653 m) e continua verso il pizzo della Moriana (2631 m) per discendere, delimitando le due valli, al pizzo della Caccia.
E’ composta da quattro alpeggi oramai abbandonati. Alcuni sotto il tiro delle valanghe. Questi luoghi austeri sono stati presidiati per anni da Lamla Tugnina (Antonia Gimellini -1888-1967) che caricava l’alpe Corte di Sopra abbarbicato ai contrafforti del pizzo della Caccia.
A occidente la val Moriana su cui incombono a ovest il Palone del Badile (2675 m) il pizzo dei Vittini (2455 m) e la Punta del Camino.
Quest’anno afoso ha anticipato la fioritura del maggiociondolo che ha accompagnato con i suoi grappoli gialli il mio cammino da Pestarena e anche i ferruginosi rododendri esibivano i loro fiori rossi. All’alpe Moriana (1795 m) dove nel 1999 è stato edificato il moderno e funzionale rifugio sorgeva la casera di Guglielma e Elda Sandretti di Pestarena, le ultime alpigiane.

Alpe Corte di Sopra 1713 m
Alpe Corte di Sotto 1521 m
Orbettino
Primula Hirsuta in Val Tignaga
Rifugio Amici Della Val Moriana 1795 m

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