Accessibilità dei contenuti

Skip to main content

Trent’anni fa il Camminaitalia, poi Sentiero Italia del CAI

Oltre 5000 escursionisti italiani e stranieri hanno onorato il Camminaitalia. Come dire che l'imperativo esortativo, contenuto nel nome stesso del trekking più lungo del mondo, ha raggiunto lo scopo anche se la sollecitazione non è venuta certo dal desiderio di conquistare un record da Guinness dei primati, ma dal "piacere dell'escursionismo". Quindi, obiettivo raggiunto in misura superiore alle previsioni, non tanto per i "grandi numeri” coinvolti nella camminata, bensì per i valori e il modus operandi che hanno sostanziato l'andare a piedi attraverso tutte le Terre Alte d'Italia. 

Il nostro camminare non è stato soltanto un esercizio fisico, ma la soddisfazione di un’esigenza sempre più attuale: quella di conoscere per apprezzare una natura ancora in gran parte splendida che esige di essere tutelata. La caratura culturale ha costituito quindi il denominatore comune del Camminaitalia, che ha assunto la peculiarità di una manifestazione autenticamente ecologica. Ecologia piuttosto rara, oggi in Italia, quella applicata al territorio, non soltanto ridotta ad esercizio vacuo e logorroico da tavole rotonde. Un impegno e una fatica durati otto mesi. Del resto proprio il sudore ha caratterizzato tutte le civiltà di montagna: e anche questo è un valore da non riporre nei cassetti della desuetudine. 

Camminaitalia è stato bello, gratificante, soprattutto coinvolgente. Molti escursionisti sono ritornati più volte, su segmenti diversi. Pur con il massimo rispetto delle grandi città d'arte, non siamo passati nei centri più famosi d'Italia. La lunga linea di raccordo fra Santa Teresa di Gallura e Trieste ha seguito invece lo spessore inconsueto dell'Italia Minore (da scrivere proprio così, con la “M” maiuscola). Questa Italia cosi bella perché così lunga. Un mosaico di molte Italie. Nature e culture tanto diverse, che vanno dal cuore del Mediterraneo alla Mitteleuropa. La nostra ricchezza sta nella diversità. Per otto mesi, giorno dopo giorno, ne abbiamo assunto la prova provata. 

Il compagno più assiduo è stato il bosco. Milioni di alberi, dalla macchia mediterranea ai larici e ai cembri d'alta quota sulle "Grandi Alpi". 

Alla fine di febbraio siamo partiti dalla Sardegna con i mandorli in fiore, illudendoci di seguire la primavera. E invece una lunga coda invernale si è abbattuta sul Camminaitalia dalla metà di marzo con neve, vento, nebbia e pioggia che tuttavia non hanno cancellato i colori e profumi della natura più esuberante. 

Abbiamo camminato osservando e studiando in un’aula scolastica davvero unica, completa, ideale per la formazione di coscienze ecologiche non effimere.

A Campo Imperatore la Municipalità e il CAI dell'Aquila hanno scoperto una lapide: Qui transitò Camminaitalia/nella Tappa abruzzese del / Sentiero Italia / che unisce i ricordi di antichi / percorsi per riconoscere / le antiche radici della vita /del nostro Paese

Come ha spiegato il prof. Alessandro Clementi, il Camminaitalia ha rappresentato l’occasione ideale per unificare le tante “storie" della nostra nazione attraverso la lettura analitica del territorio, specchio fedele della quotidianità della gente attraverso i secoli. 

Così il significato completo del trekking ha superato il dato escursionistico per assumere un elevato valore ideale. Davvero i sentieri trasudano storia. 

La libera partecipazione, aperta a tutti, senza alcun steccato, era un rischio da correre. Il CAI non pratica i numeri chiusi e le adesioni sono venute da tutte le regioni italiane, come dall'estero. Ma spesso il gruppo degli escursionisti ha camminato per lunghi tratti senza incontrare nessuno.

Ci sono ancora degli spazi di libertà, sia sugli Appennini sia sulle Alpi, a due passi dai centri più famosi. Basta un poco di ricerca e di "intelletto d'amore" per ritrovare ambienti quasi intatti. 

L’effetto-sensibilizzazione del Camminaitalia attiverà un’inversione di tendenza favorendo, soprattutto fra i giovani, una corretta fruizione del territorio? 

Forse non è soltanto una speranza. L'impegno escursionistico delle sezioni del CAI denota un incremento confortante. L'attività nelle fasce giovanili cresce a largo raggio. Lungo il cammino abbiamo incontrato oltre 3000 studenti dalle elementari alle superiori. Conferenze, dibattiti, proiezioni. 

È stato un onere supplementare non indifferente, sostenuto soprattutto da Riccardo Carnovalini, Giancarlo Corbellini ed Enrico Cozzi. Analogamente, sempre grazie all'organizzazione delle sezioni del CAI, al termine delle tappe abbiamo presentato 150 proiezioni pubbliche coinvolgendo oltre 20.000 persone. Sono state importanti e stimolanti occasioni per incontrare e sensibilizzare le autorità e la gente di tutta Italia. Tanti contatti, anche singoli e occasionali, nei paesi e in montagna: alpigiani, boscaioli, pastori, carbonai, contadini, artigiani (talvolta gli ultimi epigoni di professioni e mestieri al tramonto). 

Su e giù per le valli, attraverso aree wilderness e “villaggi del silenzio", fra centri turistici e città, il Camminaitalia si è saziato della certezza genuina che viene dall'acquisizione pressoché ininterrotta di nuove emozioni, nuovi panorami, nuovi stupori. Inoltre c'è stata l'accoglienza, la disponibilità, l'ospitalità della gente. Un'avventura umana colma di schiettezza e di genuinità. 

Un abbraccio grande e spesso commovente, ricevuto quasi ovunque. 

Particolarmente ammirevole, e degno di tutta la gratitudine, il supporto organizzativo e logistico delle sezioni del CAI interessate direttamente e indirettamente all'itinerario: senza il loro appoggio e la loro concreta collaborazione non avremmo potuto camminare e ottenere il successo riscontrato. 

A questo hanno contribuito anche le Guardie di Finanza del SAGF, il Corpo Forestale, la Scuola Militare Alpina e l'Associazione Nazionale Alpini. 

L'esperienza del Camminaitalia verrà ripetuta? Ce l'hanno chiesto in molti. (Nel 1999 venne ripetuto assieme all’ANA, grazie all’interessamento del Generale Cesareo Di Dato. Venne pubblicato il volume “Nuovo Camminaitalia” del Touring Club Italiano ndr). 

Sono nate delle nuove sezioni del CAI (soprattutto al Sud) e  trekking su scala regionale che offriranno la possibilità di conoscere i sentieri d'Italia in una sorta di puzzle largamente originale. 

Il campo è stato arato e il seme è stato collocato sotto le zolle con passione e con amore. Non potrà non fruttificare. 

Fonte: "Camminaitalia, seimila Chilometri dalla Sardegna alle Alpi - Le Tappe e gli itinerari del “Sentiero Italia” - R. Carnovalini, G. Corbellini, T. Valsesia
Editoriale Giorgio Mondadori, 1996. 

Foto: Ai piedi della parete est del Monte Rosa: Teresio Valsesia descrive ai ragazzi la morfologia del ghiacciaio del Belvedere. 

Alcune caratteristiche fanno de “Il Rosa” un caso unico sulle Alpi. Il giornale non viene venduto, ma inviato ad “abbonati” che hanno versato liberamente una quota di contributo oppure solamente hanno segnalato l’indirizzo. Da oltre cinquant'anni è forse il primo caso di free press sulle Alpi. E’ un giornale indipendente, non frutto di un’iniziativa imprenditoriale, né istituzionale.

Il Rosa - Periodico di cultura alpina fondato nel 1962 a Macugnaga da Carlo Ravasio

  • Sede e Redazione: Via Gorini 20/A - 28879 Vanzone con San Carlo (VB)

  • Proprietà: Associazione Culturale Il Rosa

  • Registrazione Tribunale di Verbania n° 295 del 29 Novembre 1999.

  • Distribuzione gratuita con erogazione liberale (versamento consigliato di almeno 20 euro annuali) sul seguente conto corrente intestato all'Associazione Culturale Il Rosa presso POSTE ITALIANE: IT59E0760110100001041530567

  • Per informazioni sulle nostre attività: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per segnalare cambi di indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per la pubblicità scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.