L'inverno e il Lupo
Questo inverno alterna giornate calde, quasi primaverili a improvvise quanto effimere bufere che raffreddano l’aria imbiancando i prati con poca neve.
Gli esperti dicono che sarà ancora più caldo del precedente seguendo la tendenza oramai consolidata nei decenni.
Più di noi umani, distratti dalle necessità quotidiane, gli animali e la natura avvertono i cambiamenti e regolano la loro vita alle nuove condizioni climatiche.
Durante l’inverno, che apparentemente sospende le loro attività, si preparano alla rinascita primaverile. Le femmine di camoscio si espongono al sole sui versanti senza neve; sono gravide da novembre (le femmine di capriolo dall’estate) e, con gli altri animali selvatici, aspettano la primavera per partorire i loro piccoli.
A metà inverno i caprioli maschi si muniscono di un nuovo trofeo rivestito da una membrana protettiva vellutata e ricca di vasi sanguigni che alimenta la ricrescita dei palchi. Ne ho incontrata una coppia che pasturava l’“erba dl’abà” che rimanda al 1300 quando questi pascoli soprastanti Mondelli erano sottoposti al monastero di Arona.
Il maschio in velluto seguiva la compagna mentre brucava il sottobosco manifestando verso di me una sovrana indifferenza.
A gennaio, in un angolo di bosco riparato e umido, sono spuntate le primule e la farfalla citronella, forse ingannata dalle tiepide giornate, volava ad annunciare la lontana primavera.

Quando l’orologio biologico ha compiuto il suo giro, quando è tutto pronto e si avvicinano i parti e le fioriture non ci sono condizioni che tengano. Le marmotte forano la spessa coltre di neve per uscire dal letargo,le vipere attraversano spazi innevati per scaldarsi al sole.
Non ora però, bisogna ancora aspettare perché l’inverno il lupo non l’ha mai mangiato.
