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CKI passa per questa via

In questi giorni di afa agostana, mitigata da qualche sporadico e violento temporale, senza allontanarsi troppo dal nostro territorio ossolano, capita di incontrare per le contrade i segni e le testimonianze che la storia ci ha lasciato. 

A volte sono lapidi graffiate dal tempo o affreschi scoloriti dalle piogge, a volte incisioni inamovibili come quella che ho incontrato a Dissimo in val Vigezzo scolpita sulla granitica colonna di una fontana: W l’Italia 1861. Nella vicina Olgia un tempo passava la strada per le Centovalli, ora resistono poche decine di abitanti e sulla piazza della chiesa è collocata la lapide che ricorda Giuseppe Mazzini che sostò nel 1834 “sulla via dell’esilio” ventisette anni prima che l’Italia fosse compiuta.
Nell’estate di cento anni dopo, ad Orcesco di Druogno, Nicola Zingarelli correggeva la bozza della terza edizione del vocabolario della lingua italiana che non ebbe modo di vedere ultimata. Una lapide in una caratteristica via ricorda questa circostanza: “La silente quiete dell’antico borgo di Orcesco accolse l’illustre filologo Nicola Zingarelli (1860-1935) nei giorni operosi che videro la nascita del monumentale Vocabolario della lingua italiana”.
All’interno della frazione Crana si può leggere la stele che ricorda G. Paolo Femminis (1666-1736) inventore dell’acqua di Colonia e prima di scendere a Finero verso la valle Cannobina sulla destra s’innalza, fra i tanti, il monumento ai partigiani assassinati dai fascisti: “Non vollero essere né schiavi né padroni per questo uccisi di questo ci parlano”.
Queste “pietre della memoria” appaiono inattese, impreviste, ed emergono dalla moltitudine di notizie che ci sommergono ogni giorno. Camminando da Massiola verso Campello Monti nella remota e a noi limitrofa valle Strona, sul muro di una casa ai margini della strada, incontro la figura della Madonna con bambino sovrastata da una scritta approssimativa che sintetizza un periodo storico fondamentale: “G.R. 1814- nella Spagna sergente Mattazzi Giovan Battista soldato di Napoleone unico nella valle cki passa per questa via prega onor di Maria un ave Maria”.
Tutte le valli ossolane, all’interno dei loro paesi, a volte lungo i sentieri, conservano iscrizioni che commemorano fatti storici. Basta avere il passo lento per scoprirle e la volontà di apprezzarle. Poco dopo Passo in val Formazza una vecchia mulattiera sale verso Salecchio, dove per sette secoli è vissuta una colonia di montanari walser. Prima di arrivarci, nei pressi di una cappelletta, sulla roccia rossastra è scolpita un’iscrizione che ricorda la costruzione della strada lastricata nel 1720.

Anche Matthias Zurbriggen che “salì per primo sull’Aconcagua” ha una sua targa ricordo, ma per leggerla bisogna salire il monte Moro sfiorando i tremila metri di altitudine.

Affresco A Massiola
Lapide A Orcesco
Massiola
Orcesco

 

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