Passeremo il Rosa
La nuova composizione di Bepi De Marzi dedicata al Monte Rosa
Oltre cinquecento persone e una decina di cori hanno raggiunto i 2000 metri ai piedi del Monte Rosa per ricordare i 25 anni della «Messa Quattromila».
Naturalmente c’era anche Bepi De Marzi, che un quarto di secolo fa aveva musicato ed eseguito i brani della liturgia, dedicandoli al Monte Rosa e al coro di Macugnaga, diretto da Enrico Micheli. Da un quarto di secolo il Coro Monterosa e tutta la comunità di Macugnaga hanno conservato intatto il tesoro di questa originale partecipazione liturgica, fatta di decoro, onore, ed elevazione. Una Messa nel cuore della montagna che dà spettacolo con il contrappunto dei boati delle valanghe e delle frane. Lo scenario non ha costrizioni di muri e di soffitti, ma è libero nella sua intatta maestosità. Questo revival, favorito da una splendida giornata di sole e con una spolverata di neve fresca sulla grande montagna, è stato un omaggio a De Marzi e ai suoi «Crodaioli».
Una partecipazione record, che si era già annunciata la sera precedente per il concerto tenuto dai due cori a Macugnaga, nella chiesa parrocchiale gremita da oltre trecento spettatori. Per l’occasione Bepi De Marzi ha composto una nuova canzone che è stata eseguita sui pascoli della Pedriola suscitando intense vibrazioni ed emozioni in tutti i presenti.
Sotto il titolo «Passeremo il Rosa», l’autore di Arzignano (provincia di Vicenza) ha dedicato il nuovo canto a Enrico Micheli rievocando alcuni itinerari alpinistici che ricordano importanti pagine della storia della parete Est del massiccio.
La via del Poeta
È il caso della via del Poeta, aperta da Ettore Zapparoli, scalatore solitario scomparso nel cuore della montagna nel 1951 e restituito dal ghiacciaio oltre sessant’anni dopo.
De Marzi ricorda anche i «passaggi di Santa Caterina», la cresta più difficile del Rosa che oggi è pressoché abbandonata a causa dei crepacci e delle frane: «L’ombra del mattino ci guiderà nel giorno./ Passeremo, passeremo con il cuore della memoria:/ è la storia delle solitudini, dei Poeti nell’immensità».
La messa del 25° è stata celebrata da don Piero Gianola di Rovereto, cappellano del coro dei Crodaioli. A semicerchio, attorno alla cappelletta, costruita una novantina di anni fa dai primi frequentatori della Pedriola, i canti religiosi si sono alternati con quelli di montagna e con le «storie» di De Marzi, originali e innovatrici, così da suscitare sempre profonde riflessioni. Non è mancato «Signore delle cime», commovente ricordo di tutti i morti della montagna, in particolare di una quindicina di alpinisti precipitati e scomparsi sul Rosa.
Ai Crodaioli e al coro Monte Rosa si sono aggiunti come detto altri gruppi che hanno risposto all’invito di salire al rifugio Zamboni-Zappa. Fra gli altri c’erano direttori e voci della Rocca di Arona, Mottarone di Omegna, Val Grande di Verbania, Ana Domodossola, Vos di Locarno e Ticinia di Mesero. Esecuzioni sui pascoli verdi davanti alla maestosità dei ghiacciai, chieste a ripetizione dai presenti e sottolineate da nutriti applausi.
Commosso Bepi De Marzi che, a oltre 80 anni, continua ad arricchire il suo lungo curriculum con nuove storie. Creazioni musicali che nascono sulle Dolomiti e, in questo caso, sul Rosa. E che diventano un patrimonio di respiro universale.
Passeremo il Rosa
Parole e musica di Bepi De Marzi
Con le mani piene di stelle, nel passare il Rosa non ci sarà la luna.
C’è la neve, alta sul Poeta: nella notte chiara aspetterà sicura.
Passeremo, passeremo con il cuore della memoria:
è la storia delle solitudini, dei Poeti nell’immensità.
Ecco il vento prima dell’alba, prima di lasciare i nomi delle stelle.
Dai passaggi di Santa Caterina, l’ombra del mattino ci guiderà nel giorno.
Passeremo, passeremo con il cuore della memoria:
è la storia delle solitudini, dei Poeti nell’immensità.
Con le mani piene di stelle, con le mani piene di stelle.