Il sentiero della libertà
Memorie di una guerra lontana
"Siamo australiane e stiamo percorrendo il Sentiero della libertà, lo stesso itinerario seguito da nostra padre Sidney George Kinsman nel settembre del 1943 per raggiungere la Svizzera". Il papà delle sorelle Moogie e Tricia era un volontario di fanteria e catturato dagli italiani nella battaglia di El Alamein il 10 luglio 1942.
Ha 21 anni e, traferito in diversi campi di prigionia, finisce a Salussola, nel Vercellese, impiegato nel lavoro delle risaie. Approfittando del caos scoppiato l'8 settembre 1943, come molti altri prigionieri alleati fugge con due commilitoni (un australiano e un neozelandese) per sottrarsi alle retate dei tedeschi. "Nostro padre ha 98 anni e partecipa ancora agli incontri dei reduci, orgoglioso delle medaglie acquisite", dicono le figlie, commosse nel ripercorrere le sue orme. "Sostituita la divisa militare con degli abiti civili e un paio di vecchi scarponi sale a Biella e poi Oropa, arrivando a Piedicavallo, aiutato da una donna, Edera Martiner. Ad Alagna è stato assistito dal professor Enrico Bodui e, attraverso il colle del Turlo è sceso a Macugnaga. Erano in tre e sono stati ospitati dapprima in una casa privata, poi nella sagrestia della chiesa parrocchiale".
Evidentemente fra i loro protettori c'era anche il parroco dell'epoca, don Pietro Rigorini, che alla fine della guerra è sfuggito miracolosamente alla fucilazione da parte dei partigiani garibaldini che lo accusavano di essere un fascista.
A Macugnaga c'era da risalire al passo del Moro. Svegliati in piena notte, sono stati accompagnati dai passatori-contrabbandieri fino alla "frontiera della speranza e della libertà". Ovviamente i loro nomi non sono stati comunicati. Era una riservatezza e una prudenza usata comunemente non solo per coprire la fuga degli ex nemici alleati, ma anche dei molto ebrei, anch'essi in fuga verso la Svizzera.
Dopo essere stato ospitato in diverse località svizzere il soldato australiano è stato rimpatriato nel novembre del 1944. Il trekking degli australiani è organizzato da diversi anni a cura di Simon Tancred ed è sempre molto frequentato da parenti e familiari dei reduci, tutti uniti dal piacere di rinnovare un'avventura puramente escursionistica, senza il terrore della guerra.
"Ma anche con l'emozione di rivivere una pagina di storia pressoché sconosciuta, ma molto gratificante per noi", dicono le sorelle Kinsman.
Storie di fuggiaschi che sono documentate nel museo della montagna e del contrabbando di Macugnaga dove sono ancora vive le memorie dei "passatori", soprattutto delle due famiglie Iacchini di Quarazza che in quegli anni difficili e pericolosi hanno portato in salvo centinaia di fuggiaschi. Esemplare in questo contesto è stata soprattutto la figura del valsesiano Leo Colombo, che proprio attraverso il passo del Moro ha salvato oltre trecento persone.

© Foto Walter Ferrari (La Valle del Rosa)