Accessibilità dei contenuti

Skip to main content

La Valle Anzasca novant’anni fa

Curiosa promozione turistica in un depliant del 1930
Nella continua ricerca di immagini d’epoca di Macugnaga mi sono imbattuto in un bellissimo dépliant promozionale del nostro paese, nato per iniziativa di F. Marta e G. De Giorgi. L’opuscolo, titolato “Dal Verbano al Rosa, itinerario turistico Lago Maggiore – Vall’Anzasca”, è collocabile temporalmente intorno al 1930.

Su una facciata vi sono le vignette promozionali di alberghi e ristoranti sia del Lago Maggiore, sia delle località lungo l’itinerario Lago - Val d’Ossola - Valle Anzasca - Macugnaga.  Sulla facciata opposta vi è la descrizione con le immagini fotografiche di tutte le località a partire da Arona e fino alla Valle Anzasca e Macugnaga, cui sono dedicate diverse descrizioni, talvolta anche fantasiose, piacevolissime alla lettura.
Riporto alcuni passi, ma avendone la possibilità sarebbe bello in futuro avere lo spazio per le altre località della valle. “Macugnaga, altissima fra le altissime, celebre fra le più note stazioni climatiche, è come una perla magnifica nella enorme conchiglia smagliante delle nevi eterne del Monte Rosa… Macugnaga è a 1333 metri sul livello del mare, ed è come il ponte di transito tra la Svizzera, la Francia e l’Italia. Per di qui, infatti, e attraverso il Monte Moro – così battezzato dal nomignolo di Francesco Sforza – Ercole Libico, Annibale ed il grande Pompeo ridiscesero in Italia; e v’è chi crede che lo stesso Giulio Cesare, nei suoi frequenti viaggi nella Gallia Transalpina passasse per questa via…
Oltre a S.S. Pio XI altre ‘Altezze’ furono attratte dalle altezze del Rosa: la Regina Margherita, Umberto ed Amedeo di Savoia, il Duca degli Abruzzi ecc. E poiché anche Cavour, Quintino Sella ed il sergente del IV Alpini Leonida Bissolati (uno dei fondatori del Partito Socialista Riformista Italiano n.d.r.) si cimentarono vittoriosamente nelle ascensioni del Rosa, si potrebbe domandarci se l’alpinismo non sia spesso un allenamento al potere…
Verso Pecetto ammirevolissima si presenta la Chiesa Vecchia, monumento di pura arte trecentesca… Particolarmente pregevole è il soffitto , sovrastante l’altare maggiore. Caratteristici gli archi e le finestre così perfetti nella lavorazione in pietra del sito, da illudere, a prima vista, che siano in levigato alabastro. Di fianco alla Chiesa Vecchia, sull’ampio verde piazzale, levasi un matusalemmico tiglio, colossale come un baobab… Degna di speciale menzione è in Pecetto la Casa Pala, che per la sua antichità e la sua armoniosa architettura di pretto stile indigeno venne dichiarata monumento nazionale. Pure sotto la sua egida il governo ha preso un’altra bellezza di Macugnaga: il grande bosco di faggi che, come un colonnato di tempio arboreo, si stende fra il candido, mobile ricamo della spuma dell’Anza e la pittoresca Chiesa Nuova… L’ Alpe Pedriola è una meravigliosa spianata di verde inatteso, sparso di casolari, quasi animata a festa da mandrie tintinnanti. Lo spumante, saporoso latte è offerto con patriarcale generosità dalle bionde pastorelle di Calasca…” .
Non poteva mancare qui questo altro brano riferentesi a Pontegrande e Vanzone.
“Con Pontegrande entriamo nella zona aurifera, che si estende fino a Pestarena, che era fino a qualche anno fa cespite di ricchezza dell’intera vallata. Vedonsi infatti, se pur diruti, gli stabilimenti della Scalaccia, e più oltre, dopo S. Carlo, quelli assai più antichi delle miniere dei Cani. In questi ultimi, secondo la leggenda, gli imperatori cattolici di Milano, nel IV secolo, condannavano ai lavori forzati gli anziani, chiamati “cani” dalla gente cristiana… Ma questa regione non è ricca d’oro soltanto: dalle gallerie aurifere dei Cani, site nell’alto della montagna, sgorga una preziosa e salutare acqua arsenico-ferruginosa, superiore per le sue proprietà curative alle più celebri del Trentino. Nota oggi a tutto il mondo medico, è localmente sfruttata per bagni, inalazioni e cure nel vicino paese di Vanzone, che incontriamo subito dopo sulla nostra strada. Vanzone, fiore candido dischiuso tra il verde della pineta, occhieggiante tra le forre e le gole delle montagne che nell’inverno gli precludono il sole, è diventata un soggiorno di primo ordine. Le sue palazzine, i suoi alberghi moderni e ricchi di conforti nella stagione estiva sono insufficienti a contenere i troppo numerosi villeggianti che vi accorrrono…”
Questa era la Valle Anzasca circa cento anni fa.

Farmacia di vanzone

Alcune caratteristiche fanno de “Il Rosa” un caso unico sulle Alpi. Il giornale non viene venduto, ma inviato ad “abbonati” che hanno versato liberamente una quota di contributo oppure solamente hanno segnalato l’indirizzo. Da oltre cinquant'anni è forse il primo caso di free press sulle Alpi. E’ un giornale indipendente, non frutto di un’iniziativa imprenditoriale, né istituzionale.

Il Rosa - Periodico di cultura alpina fondato nel 1962 a Macugnaga da Carlo Ravasio

  • Sede e Redazione: Via Gorini 20/A - 28879 Vanzone con San Carlo (VB)

  • Proprietà: Associazione Culturale Il Rosa

  • Registrazione Tribunale di Verbania n° 295 del 29 Novembre 1999.

  • Distribuzione gratuita con erogazione liberale (versamento consigliato di almeno 20 euro annuali) sul seguente conto corrente intestato all'Associazione Culturale Il Rosa presso POSTE ITALIANE: IT59E0760110100001041530567

  • Per informazioni sulle nostre attività: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per segnalare cambi di indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per la pubblicità scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.