Il Gruppo A.N.A. di Bannio Anzino
Le origini del Gruppo ed i suoi fondatori
A differenza di moltissimi Gruppi Alpini sorti in seguito alla nascita delle varie Sezioni sul territorio, quello di Bannio è invece scaturito – per ricorrere ad un azzardato paragone biblico – direttamente da una costola della Sede Nazionale di Milano e solo successivamente è entrato a far parte della Sezione Verbano, a cui appartenne fino al 1924, quando transitò alla neocostituita Sezione Ossolana la cui
giurisdizione veniva a coprire pure la Valle Anzasca.
Nel 1919 era infatti sorta a Milano l’Associazione Nazionale Alpini, che ebbe tra i suoi fondatori pure due ossolani, Giuseppe Jonghi Lavarini di Ornavasso e Rocco Pidò di Villette, quest’ultimo tra l’altro anche membro del primissimo consiglio del sodalizio delle Penne nere, presieduto dal maggiore Daniele Crespi. Della costituzione del Gruppo di Bannio ne diede notizia il periodico dell’A.N.A., in un breve articolo apparso su "L’Alpino" anno 2° numero 4 del 20 dicembre 1920, in cui si legge: “Il nuovo Gruppo di Bannio. A Bannio (valle Anzasca) si è costituito a cura del consocio Volpone Tosetti, un robusto Gruppo dell"A.N.A., formato da bravi ex Alpini che sono lieti e fieri di entrare a far parte della nostra grande famiglia. Ai cari compagni della Vall’Anzasca inviamo il più affettuoso saluto, augurandoci di trovarci presto con loro, e raccomandando di fare propaganda fra i convalligiani!”.
Da notare l’utilizzo dell’espressione “ex Alpini”, all’epoca assai diffusa ed oggi non più accettata poiché si dice che comunque “Alpini si è una volta e sempre”. Il riferimento a Volpone Tosetti non era casuale ed anzi spiega le ragioni per cui in un paese della Valle Anzasca, assai lontano da Milano dove fu costituita l’A.N.A., abbia visto la luce uno dei primi Gruppi a livello nazionale. Giuseppe Volpone Tosetti aveva frequentato proprio a Milano gli studi liceali e, dopo la guerra, quelli universitari, trovandosi perciò direttamente a contatto agli ambienti e con le persone che gravitavano intorno alla birreria Spaten Brau e alla Sezione milanese del Club Alpino Italiano e che – come si legge nella “Storia della Associazione Nazionale Alpini” – portarono “… a costituire una ‘grande famiglia alpina ’ fra tutti coloro che avevano già militato negli alpini e non solo fra i reduci, ma anche fra quelli che sarebbero stati chiamati alle armi in futuro, in modo da assicurare la continuità del sodalizio”.
Se a Milano l’Associazione Nazionale Alpini vide la luce in una birreria, il Gruppo A.N.A. banniese si costituì al termine di una riunione tenutasi presso il Circolo “Pro Bannio” del paese anzaschino, dove si erano ritrovati con Volpone Tosetti altri veterani del conflitto mondiale, tra questi Celso Bacchetta, Erminio Cocchini, Bartolomeo Foscaletti, Giuseppe Cocchini, Romildo Tettone, Pietro Bionda, Giacomo Vanoli, Carlo Tonietti, Vittoni Bartolomeo ed il primo Capogruppo Tranquillo Bionda.
D’altra parte a Bannio i reduci della guerra avevano già avuto modo di ritrovarsi insieme, anche se si trattò di un episodio a sé stante e di un raduno del tutto particolare, il 6 agosto 1919 quando in occasione delle annuali manifestazioni legate alla ricorrenza della Madonna della Neve, circa centocinquanta ex combattenti della Valle Anzasca – un centinaio dei quali ancora in grigioverde dicono le cronache – affiancarono la tradizionale Milizia nella funzione celebrata in suffragio dei commilitoni che avevano lasciato la vita al fronte o in prigionia, come caduti e dispersi, con successiva distribuzione di un rancio a tutti i partecipanti. Caduti e dispersi che, in comunità piccole di montagna come queste, non furono pochi, il prezzo di sangue pagato da Bannio, che aveva meno di 800 abitanti, era stato di tredici Caduti, mentre ad Anzino dove la popolazione era di 200 persone furono in sette a non tornare dal fronte. La loro memoria venne affidata alla pietra e al bronzo ma anche, nel tempo, all’impegno degli Alpini per ricordare costantemente chi era “andato avanti”, anno dopo anno. Da cent’anni.
Tra i primi undici Gruppi che risultavano “regolarmente costituiti e funzionanti” a livello nazionale, come si legge sul precitato numero del periodico “L’Alpino”, il Gruppo di Bannio è, con quello di Formazza, uno dei due sodalizi locali dell’A.N.A. sorti fra i primi in Ossola e, solo per rimanere nel territorio dell’attuale provincia, coevo del Gruppo di Intra e della Sezione Verbano costituitasi il 28 marzo 1920 con sede nella medesima città.
Il Gruppo vedeva la luce in un paese di montagna che aveva dato un contributo notevole al conflitto concluso poco meno di cinque anni prima, sia nelle truppe alpine che in altri corpi e specialità del Regio Esercito, pagando un tributo di sangue che per Bannio era stato di tredici Caduti, mentre la lapide sul campanile di Anzino sono sette i nomi di coloro che non sono mai più tornati dal fronte. Considerando la popolazione del periodo, poco meno di 800 abitanti Bannio e quasi 200 Anzino, le perdite umane furono rispettivamente pari al 2% e al 4% della popolazione, non poco per paesi in cui l’emigrazione aveva già ridotto nel tempo il numero degli abitanti.