Un pieno di energia positiva in vetta alla cima Castello
La Valsesia merita quattro ore di viaggio per un tuffo nella loro cultura walser, per i panorami belli quanto i nostri, per il maggior rispetto degli alpeggi e della montagna in generale, per vedere meno piste “agrosilvopastorali” personalizzate e meno centraline idroelettriche private. La gita descritta è alla portata di chiunque abbia un po' di allenamento.
Ci troviamo all'alba in diciassette, con tre signore e il piccolo Willy, presso la sede di Gravellona del nostro più importante datore di lavoro: l'INPS. C'è anche un amico “esordiente”. La giornata stupenda e la compagnia allietano i miei primi sessantasei anni. Passiamo Varallo Sesia e, a Balmuccia, imbocchiamo la Val Sermenza. A Rimasco, dopo due ore d'auto costellate di smarrimenti e leggere nausee, ci permettiamo un caffè mentre osserviamo il lago “tristemente” vuoto per lavori in corso fino alla prossima primavera. Prendiamo per Carcoforo e, circa un chilometro dopo l'abitato di Rimasco, attraversiamo il ponte sul torrente Egua e posteggiamo in località Resiga, (906 m). Superata una crisi di nostalgia di Willy, che vorrebbe tornare a casa, ci dirigiamo a est e raggiungiamo in pochi minuti la località Sotto il Monto'o. Qui imbocchiamo una bellissima mulattiera che, lungo la variante “dei camosci”, in 40' ci porta al paesino walser di Dorca, (1269 m) dove ammiriamo le belle case, la chiesetta, uno stupendo lavatoio. Prosegue il sentiero, sempre ben segnato, che vira gradualmente verso sud. Passiamo dagli alpeggi Sui Prati, 1344 m (25'), Sull'Oro, 1451 m (10'), Selletto di Sotto, 1576 m, Selletto di Sopra, 1646 m (15') e Pianone, 1723 m (30'). Al primo sole si fa colazione. Il sentiero si riduce ad una traccia e si attraversano con attenzione dei ripidi prati. Dopo 10' c'è l'Alpe Casarolo, 1783 m. Siamo tornati all'ombra e, sul terreno gelato, l'attenzione resta alta. Passiamo l'Alpe Vallé. L'ultimo strappo ci porta ai 1930 m della Colma Drosei e di nuovo al sole (25'). Di qui puntiamo decisamente a sud (destra) e su traccia evidente nei prati, finalmente su bel terreno “asciutto”, raggiungiamo in 15' la Cima Castello, 1985 m. Un camoscio solitario, duecento metri sotto di noi, si allontana pigramente. Possiamo finalmente concentrarci sul panorama superbo abbellito, se si può, dai colori dell'autunno. Ecco le quattro cime del Rosa, con la Capanna Margherita visibile ad occhio nudo. Più a sud il maestoso Tagliaferro ed il Corno Bianco. A nord Iazzi, Strahlhorn, Dom, Täschhorn. I laghi a sud est. Una mezz'ora di puro godimento in vetta, tante foto, altrettanto buonumore. Facciamo il pieno di energia positiva per la settimana, sia i pochi che lavorano, sia i tanti che pensano, senza invidia, a quei pochi. In 30' ridiscendiamo all'Alpe Casarolo, dove ci rifocilliamo con tutta calma. Seguono 55' di attenta discesa fino a Dorca, che merita un'altra sosta in contemplazione delle sue bellezze. Questa volta ci teniamo sulla destra e torniamo alle auto, in 30', percorrendo un'altra stupenda mulattiera, la variante “delle lumache”, meno ripida di quella di salita. A Rimasco i Trotapian festeggiano il compleanno del loro “grafomane” davanti a una birra fresca, ancora in triste contemplazione del lago vuoto.
Foto Trotapian