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Il Pizzo Leone in Canton Ticino

Nel 2008 ero stato con gli amici al Pizzo Leone e ricordavo una gita tranquilla con panorami incredibili. Tornandoci dopo dodici anni (ahimè, come volano!), ne ho avuto la conferma. Ci troviamo all’alba a Intra in diciannove e partiamo per il Canton Ticino. Insieme a tre gentili signore ci sono sedici dipendenti INPS, più o meno giovani. Quattro medici danno garanzie per una trasferta all’estero esente da problemi di salute.

Per ora di Coronavirus si parla solo in Cina. E poi ci sono gli scienziati che predicano il “rischio zero”, come ben presto si vedrà. Saliamo a Ronco sopra Ascona e di qui, costretti ad allungare il percorso da una strada chiusa, raggiungiamo “stretti stretti” la località Ca’ delle Capre”, quota 850 circa. Anche in auto la nostra guida dimostra di possedere un GPS incorporato ed è più affidabile dei navigatori satellitari. Il parcheggio, per fortuna, è ampio e vuoto. Ci stiamo tutti comodamente. Il sole comparirà più tardi; per ora tante nuvole. Riusciamo a metterci in moto dopo una sofferta messa a punto dell’assetto ottimale per tutti. Del resto mettersi in moto con una macchina da diciannove motori, alcuni da revisionare, non è come farlo con una Panda. Pochi metri di strada asfaltata e imbocchiamo il ripido ed evidente sentiero che sale alla nostra destra. Sempre diretti a occidente, superiamo Parcassone, 950m, Porera, 1043m e Pozzuolo, 1181m, dove osserviamo un curioso Pinocchio in legno, molto artigianale e simpatico. Dopo circa due ore siamo ai 1483 metri dell’Alpe di Naccio, sulla dorsale fra Centovalli a nord e Lago Maggiore a sud. Qui cambia anche l’esposizione al sole e c’è neve piuttosto dura. Come sempre d’inverno, quasi tutti hanno i ramponcini e li calzano. La poca dimestichezza con questa attrezzatura allunga i tempi della pausa e crea una certa ilarità, abbinata a modeste scariche di adrenalina e spirito di squadra. Qualcuno, nell’euforia del momento, riparte senza zaino. L’età, la quota, il paese straniero. In cima ai pratoni innevati dell’alpe ci compare il Pizzo Leone, ormai vicino. Incontriamo un tratto pianeggiante, seguito da una breve discesa e dallo strappo finale che ci porta in vetta. Adesso splende il sole e ci godiamo un panorama favoloso, a trecentosessanta gradi. C’è poco spazio intorno alla piccola croce di vetta. Ci diamo il cambio per toccare tutti la quota 1659. Ridiscendiamo in ordine sparso e con la sicurezza acquisita nell’uso dei ramponcini su questo terreno facile. Sotto l’Alpe di Naccio ci fermiamo in un alpeggio poco fuori dal nostro percorso e mangiamo qualcosa. Torniamo alle auto lungo la via di salita e intraprendiamo il lungo viaggio verso la patria vicina, gli Ossolani attraverso le Centovalli e i verbanesi costeggiando il loro lago.

il pizzo leone in canton ticino 1

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