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Pizzo Castello: la “via del pane”

Anche dalla bassa Valle Anzasca lo sguardo si può rivolgere alla Est del Rosa. Salendo al Pizzo Castello da Cimamulera si percorre la stupenda dorsale dell'alpe Propiano, che guarda anche sull'Ossola. Al ritorno si fa tappa allo storico borgo di Drocala e si segue parte della “Via del Pane”. Bellezza e storia (dislivello totale: 1300 m; tempo totale: 6 ore; sviluppo: 15 km). Splende il sole. Tre signore, Asia e un gruppo di anziani s'incontrano a Piedimulera per il caffè.

Si sale a Cimamulera e si posteggia in località Madonna. Siamo ancora in ombra, il sole splende già su Strighett e Pizzo Camino di fronte a noi. La Est del Rosa invia il suo messaggio di maestosa bellezza. Dal parcheggio si sale subito, prima su strada e poi su ripido sentiero ben segnato. Dopo 30' siamo all'Alpe Sarchiera. Segue l'alpe Ceresola e i bellissimi alpeggi di Propiano che giustificano già la fatica. Siamo su una dorsale soleggiata fra Ossola e Anzasca. Dopo il tratto pianeggiante una leggera salita porta a Propiano Sopra. Sempre verso nord ovest, tenendo la sinistra, superiamo un tratto di sentiero protetto e saliamo all'Alpe Castello. Tiriamo il fiato brevemente e, in presa diretta nella faggeta, su ripidi pratoni e, nell'ultimo tratto, su terreno sassoso raggiungiamo la vetta del Pizzo Castello (1607 m). Si vede di tutto, dalla Formazza al Rosa. La pausa è breve perché avremo tempo di recuperare sui tratti riposanti, seppure ancora lunghi, che seguiranno. Ci dirigiamo a occidente, sulla lunga dorsale fra Antrona e Anzasca. Con brevi salite e discese arriviamo in località Laghetto, sulla Colma di Castiglione, ed all'alpe Erbalunga, dove osserviamo la bella meridiana sul muro di una baita. Di qui scendiamo verso la Valle Anzasca lungo un sentiero ripido, ben segnato, stando attenti alle tante foglie che impediscono di vedere dove si appoggiano i piedi. In un'ora raggiungiamo l'ampio balcone sulla valle del Rosa dove sorge l'antico borgo di Drocala. In questi luoghi, sui sentieri che s'incrociano ripidi e morbidi, ben segnati e ormai cancellati dal tempo, si sono succedute nei secoli storie di uomini, di guerre, di professioni, di gioie e di grandi sacrifici. Siamo sulla Via del Pane che, dopo la sosta, seguiremo in parte, incontrando gli antichi forni che le danno il nome. Si riparte verso oriente ed un altro ripido sentiero, abbinato ad un forte vento, mette a dura prova la nostra capacità di concentrazione. In corrispondenza di un vecchio mulino ristrutturato, il mulino dul Gabriel, termina la discesa ed attraversiamo il torrente. L'ultimo tratto dell'escursione ci porta a Villasco, Selvavecchia, Borca, Meggianella, Meggiana e al parcheggio di Madonna. Stanco ma soddisfatto rientro al focolare domestico dopo questa lunga cavalcata nella bellezza e nella storia della mia Valle Anzasca.

 

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