Escursionismo sulle Alpi del Vallese
Il gruppo escursionistico svizzero del Vallese degli Steinböcke o Stambecchi ha anche una sezione femminile, le Steingeissen o Camosce. Si tratta di un gruppo di amici escursionisti che organizza gite in estate e in inverno, due o tre volte al mese (mentre noi Trotapian italiani per 52 settimane l'anno).
La mia amicizia con la loro guida ufficiale (e diplomata), Kurt Seiler di Sierre, ha fatto sì che già da tre anni si organizzi una gita estiva tutti insieme, un vero e proprio gemellaggio italo - svizzero.
È il 26 ottobre 2017.
Da Briga saliamo a Blatten, 1327, e posteggiamo nel parcheggio coperto alla partenza della funivia che in pochi minuti ci porta ai 2098 di Belalp, rinomata stazione sciistica. Ci dicono gli amici vallesani che qui le società che gestiscono gli impianti di risalita sopravvivono solo con aiuti pubblici. Da noi, invece, sembra che i privati se la cavino da soli: staremo a vedere.
Siamo in anticipo grazie agli orari “notturni” della nostra guida e aspettiamo al bar gli amici svizzeri perfettamente puntuali, come ovvio. Ci offrono il caffè e ci presentano il programma odierno. Quattordici Trotapian, con ritorni ed esordi graditissimi, e undici Stambecchi, fra i quali la guida ufficiale Kurt e l'amico Paul, all'alba delle 10.15, con raccapriccio della nostra guida, si mettono in movimento.
Diretti ad occidente ci abbassiamo di un centinaio di metri sfiorando l'Alpe Bäll ed attraversiamo il Chelchbach quasi asciutto (15').
Il bel sentiero inizia a salire virando gradualmente a sud – ovest. A quota 2300 incontriamo un po' di neve che non crea alcun problema. Dopo 1 h 30', ora diretti a sud, raggiungiamo la cresta a quota 2572.
Questa dorsale separa la conca di Belalp dalla erta Gredetschtal, che sale da Mund. Dagli zaini degli Steinbőcke spuntano stuzzichini e bottiglie di vino vallesano: è l'ora dell'aperitivo. Ripartiamo in leggera discesa, sempre lungo la cresta, per poi risalire rapidamente in vetta al Foggenhorn, 2569 (25'). La dimessa croce di vetta in legno non stona. Parliamo del panorama a 360°. Weisshorn, Cervino, gruppo dei Mischabel, Fletschorn, montagne del Sempione, Devero e Formazza, il ghiacciaio di Aletsch molto dimagrito e tanto altro. Poco sotto la vetta, al riparo da un'arietta pungente, pranziamo in ordine sparso. Intanto ritorna a splendere il sole. Il sentiero in discesa è sempre bello, diretto adesso a sud – est. La nostra guida, oggi disoccupata, si gode tranquillamente il panorama.
Dopo 1 h 05' arriviamo ad un bivio in prossimità di Nessel, 2010. Puntiamo adesso decisamente a nord per chiudere il lungo anello, su sentiero pianeggiante con leggeri saliscendi. A quota 1968 attraversiamo nuovamente il Chelchbach e risaliamo all'Alpe Bäll, 2010 (55'). Altri 20' per tornare ai 2098 di Belalp e della stazione alta della funivia. In orario perfetto si ridiscende a Blatten dove scambiamo vino e libri di montagna italiani con occhiali da sole svizzeri. Calorosi saluti e rientriamo in patria, passando per gli eterni semafori del Sempione e per l'ancora più eterno cantiere della galleria di Paglino.
Speriamo di rivederci l'anno prossimo, salute ed INPS permettendo. (Dislivello totale: 800 m.; tempo totale: 4 h 30'; sviluppo: 10,6 km).