Camoscio bianco fotografato nel Vallese
La stampa del vicino Canton Vallese ha messo in risalto la scoperta di un camoscio bianco da parte del biologo Yvon Crettenand che definisce l’episodio “molto intrigante”.
Per proteggere l’animale dal possibile assalto di fotografi e curiosi non è stata rilevata la zona precisa dove sono state scattate le foto dal servizio caccia vallesano. Le immagini sono dovute all’utilizzo di una trappola fotografica piazzata per documentare la possibile presenza del lupo.
Il biologo Yvon Crettenand dice: “È un’anomalia che io in vent’anni ho già visto quattro o cinque volte. Normalmente si tratta di una causa genetica ma questi animali hanno poche possibilità di vivere. L’animale fotografato potrebbe avere circa sette mesi, ma difficilmente diventerà adulto”.
Anche in Svizzera il camoscio bianco non è protetto, ma pure lì si racconta di una norma non scritta e conosciuta da tutti i cacciatori: quell'animale non si può e non si deve cacciare, non solo perché è raro ma anche perché si rischia... una maledizione: chiunque uccida un camoscio bianco morirà entro l’anno.
Fra i precedenti ci sarebbe quello legato ad un fatto storico: l'arciduca austriaco Federico Ferdinando, fu ucciso a Sarajevo giusto dodici mesi dopo aver sparato ad un camoscio albino.
Un esemplare bianco è visibile, imbalsamato, presso il Museo di Storia Naturale a Coira, nel Canton Grigioni.

Foto Yvon Crettenand