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Guido Belli

Guido Belli muore la mattina di martedì 9 giugno nella sua casa di Calasca Dentro. Nel corso della sua lunga vita è, senza dubbio, un punto di riferimento per gli appassionati di storia locale che si rivolgono a lui per ogni dettaglio memorabile delle vicende storiche della valle Anzasca. Proprio per queste doti, il Gruppo Edile di Calasca Castiglione, gli conferisce una pergamena che sottolinea il suo impegno.

Guido nasce a Calasca il 30 aprile del 1925 da Antonio e Carminati Teresa. Qui frequenta le scuole fino alla quinta classe: “Eravamo in cinque per banco”, racconta un giorno, “in un foro sulla tavola di legno vi era infilata una gamella con la minestra, mentre da un gancio nella parete pendeva una secchia d’acqua”. Di quegli anni conserva un calamaio di rame realizzato dai lattonieri. Esempi di vita del primo novecento caratterizzato da severità e durezza. Appena tredicenne rimane orfano del padre Antonio e l’anno successivo, viene assunto dalla A.L.P. (Alluminio Lombardo Piemontese) di Piedimulera. Si sposta su una bicicletta con il fanale alimentato a carburo, ma alcuni suoi compagni viaggiano a piedi per otto chilometri quant’è la distanza tra Calasca e Piedimulera.

Durante la guerra lavora nelle miniere dei Cani (di cui era l’ultimo minatore vivente). D’inverno attraversa valloni su precarie passerelle sotto il tiro delle slavine. Con i suoi compagni, deve raggiungere la miniera prima delle sei quando viene distribuito il carburo per illuminare le gallerie. Il sabato scende a Domodossola per il mercato settimanale e visita la libreria Antonioli; a volte, con i pochi risparmi, compra qualche volume. In quei mesi il fratello Luigi, caporal maggiore degli Alpini, muore a Spalato nelle Bocche di Cattaro su un barcone dilaniato da una mina.

Finita la guerra conosce Rosanna Adobati che diventa sua moglie il 31 luglio del 1954. Guido arriva alla cerimonia su una fiammante FIAT Balilla guidata dal fratello Augusto. L’indomani partono per il viaggio di nozze a… Pedriola. La passione che nutre per la storia locale non lo abbandona e dopo il pensionamento avvenuto nel 1980 dalla ditta Rumianca, ha più tempo da dedicare allo studio e alla ricerca.

Fino a pochi mesi or sono è intento ad aggiornare gli alberi genealogici delle famiglie del Comune di Calasca Castiglione. Attingendo anche agli archivi parrocchiali, continua a registrare notizie storiche, fotografie e date che scopre sul territorio. Ha l’elenco completo e le immagini delle fontane e cappelle di Calasca. Riceve richieste d’informazioni anche da Spagna e Svizzera.

La perdita di queste persone, già di per sé dolorosa, si rende ancora più amara dalla consapevolezza che con loro si estinguono la memoria del passato, il sapere e la saggezza popolare che consentono la comprensione degli avvenimenti. I funerali celebrati nella “Cattedrale tra i boschi” di Calasca sono stati officiati dal parroco don Fabrizio Cammelli e dal predecessore don Andrea Primatesta. Entrambi i sacerdoti, in epoche diverse, sono stati accolti per il loro ingresso parrocchiale da Guido Belli decano della Parrocchia, che ha consegnato loro le chiavi della chiesa dedicata a S. Antonio Abate. È stato sepolto nell’attiguo cimitero.

 

Farmacia di vanzone

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