Cento anni fa nasceva Renzo Mortarotti
Renzo Mortarotti (1920 – 1988) fu figura di spicco della cultura ossolana del secondo dopoguerra del Novecento. “Fratello rosminiano” (non aveva il sacerdozio) lega il suo nome a due libri inparticolare: “I Walser nella Val d’Ossola” (1979) e “L’Ossola nell’età moderna” (1985).
Quest’anno ricorrono il centenario della nascita e i 35 anni di pubblicazione dell’Ossola moderna. Il libro sui Walser è ancora oggi fonte preziosa di confronto per gli studi in quanto l’autore ebbe la ventura di raccogliere dalla voce degli ultimi memorie e leggende altrimenti destinate alla scomparsa.
“L’Ossola nell’età moderna” (Grossi, Domodossola) racconta in tre parti la storia dell’Ossola dall’annessione al Piemonte (1743) all’avvento del Fascismo (1922). Le tre parti sono: ambiente (il rapporto degli ossolani con la montagna e i fiumi), economia e società (il passaggio dalla ruralità all’industria) e gli avvenimenti (l’annessione al Piemonte, la Restaurazione, il Risorgimento l’unità d’Italia, l’avvento in sordina del Fascismo). In oltre 600 pagine, con una scrittura chiara e lineare,
mai noiosa, Renzo Mortarotti conduce il lettore a conoscere 180 anni di vita sociale e di storia di una regione di frontiera. Soprattutto superando, per primo, l’ormai anacronistica divisione dei libri di storia locale in “Storia” e “Documenti” (spesso illeggibili o accessibili solo a pochi specialisti).
Ancora oggi è un “libro di formazione” per i giovani studiosi.
Ad un anno dalla morte, Paolo Bologna lo ricordava come “un discreto e colto signore piemontese di buone maniere”.