Bruno Francia
Si è spento Bruno Francia, 95 anni, era il partigiano “Russo”, uno degli ultimi protagonisti della Resistenza in Val d’Ossola.
Ricordiamo la sua figura di partigiano presentando l’ultima sua intervista rilasciata a Marco Sonzogni: Bruno Francia, il partigiano “Russo”, uno degli ultimi in Ossola, è seduto su una panchina di fronte alla sua casa in località Colletto di Cimamulera dove vive da oltre 90 anni.
È in compagnia di Rosa Spagnoli (1935) e di Antonella che lo aiutano a trascorrere i giorni della sua lunga vita. È l’autore del libro “Garibaldini nell’Ossola”, oramai introvabile, pubblicato nel 1977.
“I miei ricordi sono troppo lontani nel tempo per essere descritti con efficacia. All’inizio del 1944 - racconta - una trentina di garibaldini presidiano la Colma di Castiglione e il vicino l’alpe Prei di Viganella. Altri 15 o 20 occupano la valle Anzasca. Ben presto i distaccamenti Torino e Camasco accantonati tra Anzasca e Antrona, diventati battaglioni, si uniscono formando la Brigata Comoli.” Nel suo libro spiega: “dovevamo molto agli abitanti di quelle piccole frazioni sperdute sulla montagna dove non arrivava nemmeno la luce elettrica. Una scodella di castagne secche, una tazza di latte con pane di segale, un bicchiere di vino, tutto quanto avevano ci veniva offerto”. “Io calzavo un paio di scarpe inglesi di qualche numero abbondanti, che portai fino alla fine”. Molti giovani salgono in montagna per sottrarsi al bando di Graziani che li vuole arruolati nell’esercito della repubblica di Salò. Sono renitenti che, tra le file partigiane, gradualmente maturano la consapevolezza che è importante combattere il nazifascismo e dare un senso alla loro clandestinità. Nelle pareti della sua casa sono appesi quadri con le immagini di quegli anni: lui in divisa da guerrigliero con il mitra Sten e le foto dei ventinove partigiani di Cimamulera. Tre sono i caduti di questo paese. Il ventotto dicembre 1943 al poligono di Novara viene fucilato Osvaldo Giovannone di 19 anni; il giorno prima scrive a sua madre “Cara mamma, non ho potuto vederti purtroppo. Pazienza e fatti coraggio. Come sai io sono innocente e muoio per la Patria. Salutami Irma, Basilio e dai tanti baci ai bambini. Tanti bacioni a te, Ines e tutti. Fai dire una Messa per me che ti ho sempre fatta arrabbiare. Osvaldo”. Il ventidue ottobre 1944 cade all’alpe Meccia Mario Lana di ventiquattro anni, con lui muoiono altre otto persone tra cui Giuseppina con il suo bambino in grembo. Il ventiquattro marzo 1945, come rappresaglia per la morte di un soldato tedesco, al vecchio imbarcadero di Solcio di Lesa viene fucilato, insieme a nove compagni, Paolo Torlone di ventuno anni. I loro corpi abbattuti sono dilaniati con le bombe a mano.
Bruno si passa le mani sul viso. “Sono ricordi lontani” dice “tante volte tornano e bruciano, ma quello che abbiamo fatto ha contribuito a ricostruire un paese libero e democratico. Il compito delle nuove generazioni è di mantenerlo tale”.
L'ultimo saluto al partigiano Bruno Francia potrà essere dato fino a martedì 31 agosto alle ore 10.30 a Cimamulera, presso l’abitazione sita in località Colletto.