Valle Anzasca, coltivazione sperimentale della Canapa Alpina
Prende sempre più piede anche in Valle Anzasca la coltivazione della canapa alpina ovvero la cannabis sativa. Nei giorni scorsi sono stati messi a dimora nei diversi campi sperimentali i semi che sono tutti certificati dai responsabili del progetto Italian Mountain Lab che assicurerà inoltre un monitoraggio continuativo.
La reintroduzione della canapa alpina è oramai una realtà consolidata anche in Valle Anzasca dove troviamo quattro campi sperimentali situati a Bannio, Il Lupo; Campo Valeggio a Vanzone; Giardino a Ceppo Morelli; Borca Field a Macugnaga.
Questi i commenti di due coltivatori: Angelo Sgaria di Bannio dice: «Dopo aver disboscato, rimosso le pietre e il sottobosco di rovi, stiamo sperimentando un prodotto utilizzato in Israele per aiutare un buon approvvigionamento di umidita alle radici, la zona ha difficoltà nel reperire acqua in quanto il terreno ha una notevole pendenza e risulta complesso garantire una buona irrigazione. La semina è avvenuta il 4 giugno». Serena Cammelli precisa: «A Borca, martedì 22 maggio abbiamo seminato i quattro cultivar e coperto con tessuto non tessuto viste le temperature ancora basse a questa altitudine».
A settembre e ottobre, le piante diventeranno oggetto di analisi, ricerca ed utilizzo, nel frattempo le coltivazioni diverranno laboratorio di studio per possibili future valorizzazioni.
La canapa ha sempre rappresentato una risorsa per le famiglie contadine. Oggi, ribattezzata “Canapa alpina” in base a un progetto lungimirante, torna a essere coltivata in varie località. Silvano Ragozza, docente, storico, antropologo ed esperto di dialetti, asserisce: “Fino alla seconda guerra mondiale, l’Ossola era la zona canapicola più importante del Piemonte”. Da parte sua la professoressa Maria Cavaletto precisa: “La coltivazione della canapa curata dal progetto Italian Mountain Lab, ricade nella valorizzazione e promozione della filiera agroindustriale). Fibra e semi della canapa sono privi di "efficacia drogante", come attestato dalla letteratura scientifica e certificato dalle etichette consegnate. Tutti i semi appartengono ad una delle sessantasei varietà di canapa coltivabili per uso agroindustriale in tutto il territorio europeo”.