Tracciato il sentiero da Ceppo Morelli al Passo Tignaga
Totalmente tracciato e ben segnato il sentiero che sale da Ceppo Morelli (753 m) al Passo Tignaga (1980 m). Nei giorni scorsi è stata ultimata l’opera di pulizia e sistemazione dello storico sentiero che da Ceppo Morelli raggiunge la meravigliosa Val Tignaga.
Il lavoro, già iniziato lo scorso anno ad opera di alcuni volontari, è stato portato a termine da Giuliano Molgatini, Damiano Pizzi, Thomas Tagliaferri, Gianpaolo Bortot e Paolo Ottone.
Partiti dalla cappelletta del Courgil, armati di motosega, falci, pennelli e vernici hanno segnato l’intero percorso che chiude un fantastico giro ad anello che dopo aver raggiunto Corte di Sotto, l’alpe Cascinone, il Passo Tignaga (1980 m) scende verso gli alpeggi Pian dla Scüma, Girareggio e Laveggio.
Il sentiero è adatto agli escursionisti esperti (EE) e riporta alla luce un itinerario poco noto ma carico di storia e pieno di ricordi legati alla vita d’alpeggio. Mario Sandretti ricorda: «Da ragazzino sono stato all’alpe Pian dla Scüma con la Maddalena, lassù lei aveva una cascina. In quell’alpeggio c’era l’erba mottolina che conferiva un particolare gusto e colore sia al burro sia al formaggio. Il problema dell’alpeggio alto era la mancanza della legna, bisognava scendere più in basso a raccoglierla e poi portarla su a spalla. Si dormiva nella cascina in mezzo al fieno secco. Altra carenza era l’acqua, lì c’era una piccola sorgente ma spesso restava all’asciutto e allora bisognava oltrepassare il passo Tignaga e scendere nell’omonima valle a prendere l’acqua, quindici/venti minuti di cammino. Ricordo la scarsità di igiene. Maddalena aveva due vestiti, ogni tanto uno lo metteva a bagno premendolo giù con un bastone, lo lasciava immerso per due o tre giorni poi lo stendeva al sole ad asciugare. Biancheria intima niente, non si usava».
Foto di Giuliano Molgatini e Damiano Pizzi