San Giacomo e il formaggio che nasce a due passi dal cielo
Il 25 luglio, San Giacomo, è una data importante per tutti gli alpigiani e per coloro che mandavano le proprie mucche all’alpe.
Questa data segna la metà dell’estate, la metà del periodo dell’alpeggio e i proprietari delle mucche date in affido all’alpigiano, raggiungevano i diversi alpeggi per la “pesà dul lacc”, la pesata del latte.
Dopo la metà di luglio e fino al 15/20 agosto gli armenti vengono condotti nei pascoli più alti, dove trovano erbe sopraffine tali da garantire un ottimo latte.
Ma com’era la “pesà dul lacc”? L’alpigiano, presente il proprietario della mucca, mungeva l’animale e pesava il latte. L’operazione permetteva di stabilire la resa dell’animale e di conseguenza la quantità di prodotti caseari (formaggio, burro, ricotta) che l’alpigiano avrebbe poi dovuto dare al padrone dell’animale.
Si racconta di sotterfugi messi in atto da alpigiani “furbi”. Presto al mattino mungevano un po’ la mucca in modo da fare risultare scarsa la sua resa e quindi dover dare meno “frutto”.
I proprietari delle mucche, specie salendo negli alpeggi più lontani, portavano nei loro zaini, alimenti che l’alpigiano non vedeva, mangiava e beveva da mesi. Era una festa, l’occasione per raccontare le notizie del paese a coloro che per mesi non scendevano dalla montagna.
Un aspetto negativo dei tempi era rappresentato, specie nei soggetti giovani e gli alpeggi pullulavano di ragazzini che venivano mandati a fare i garzoni, dalla presenza dello scorbuto, la malattia determinata dalla carenza della vitamina C.
Al giorno d’oggi la monticazione resta una pratica antica che sopravvive al trascorrere del tempo anche se ha subito l’influenza delle nuove normative comunitarie e gli alpeggi lontani e scomodi sono stati abbandonati.
La tradizione della pesata è andata in disuso anche perché oggi l’alpigiano inalpa quasi esclusivamente le sue mucche.
Resta immutato il suo lavoro appassionato che inizia all’alba e termina dopo il tramonto.
In Valle Anzasca diminuiscono gli alpeggi che prendono vita nella bella stagione anche se alcuni giovani stanno tornando verso questa storica e radicata professione.
Resta la visione delle mucche che pascolano lassù dove fioriscono i rododendri, l’erba sprigiona mille profumi e garantisce un latte di altissima qualità da cui nascerà uno squisito e inconfondibile formaggio d’alpeggio.