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La via Alta in Val Bognanco. Natura Benessere Cultura

Sabato 20 luglio presso il centro G. Prada di San Lorenzo, alla presenza di un numeroso pubblico è stato presentato il documentario La Via Alta realizzato da NaturaBenessereCultura, marchio ideato per far conoscere e promuovere la Val Bognanco.
La Via Alta viene battuta per la prima volta 30 anni fa da Adriano Darioli e Guido Concina con l’obiettivo di percorrere in giornata e in cresta tutta la Valle Bognanco toccando ogni sua cima. Ad oggi nessuno è riuscito a ripetere l’impresa.

NaturaBenessereCultura ha capito che lungo quell’itinerario vi era l’occasione per conoscere e scoprire un territorio ricco di persone e storie sulle quali sviluppare un docu-trekking e conservare così un prezioso patrimonio immateriale. Un viaggio durato 6 giorni e lungo circa 42 chilometri.

Non si tratta solo di un percorso, perché questo trekking, oltre a diventare una traccia .GPX che conduce a scoprire un territorio alpino di grande valore e interesse culturale, è soprattutto la storia della gente di montagna: di Mario che faceva lo spallone e che ha affermato “a quel tempo si prendevano 17.000 lire al mese. Li prendevi in una volta sola, chi non lo faceva? Se ti andava bene arrivavi a destinazione. Se invece trovavi una pattuglia, finché buttavi giù la roba, sì, perdevi il carico, però te eri tranquillo. Ma c’era chi non si accontentava della roba…”; di Eugenio che ha sempre fatto l’alpigiano “salivo quando salivano le mucche e scendevo quando loro scendevano. L’alta montagna per me era l’alpeggio. L’alta montagna per me era la mottulina. L’alta montagna per me era questa…”; di Carlo che da buon valligiano ha “percorso tutti i sentieri della Val Bognanco e li conosco bene. È il mio ambiente: sono sempre andato in montagna anche da bocia”; dell’olimpionico Adriano Darioli che conosce così bene la valle grazie alla corsa in montagna e dell’amico Guido Concina, che ha trascorso una vita in quota; dei rifugisti Dodo e Graziella, dell’allenatore Franco, dell’imprenditore agricolo Jody la cui filosofia di vita è diventata oggetto di studi presso l’Università degli Studi di Milano, di Napoli e della Tuscia, del giovane rifugista Edoardo e di molti altri protagonisti.

Il trekking fonde la rete sentieristica ai cinque rifugi della valle: si tratta di un viaggio di 6 giorni che ognuno può affrontare secondo le proprie esigenze.

L’itinerario inizia da San Bernardo e percorrendo per un tratto il sentiero GTA fino a monte dell’Alpe Variola, si prende il sentiero denominato “Sentiero dei Laghi”, quindi Lago di Variola, primo Lago di Paione e si giunge al rifugio “Il Dosso” (possibilità di pernottamento). Il secondo giorno, si percorre un sentiero che porta ai fortini del Dosso, al Lago d’Arza, all’Alpe Monscera, alla bocchetta di Monscera e seguendo la cresta di confine italo-svizzera si arriva al Rifugio Gattascosa (possibilità di pernottamento).

La terza tappa incomincia dal rifugio, poi si sale alla bocchetta di Gattascosa, Cima Verosso, bocchetta di Oriaccia, Lago di Oriaccia e si termina al Rifugio Alpe Laghetto.

La quarta tappa inizia dal rifugio e si snoda verso i Laghi di Campo, l’Alpe Straciugo, si scende all’Alpe Campo e si risale all’Alpe Preia, dove un enorme masso veniva utilizzato in passato per legare le mucche. Qui non essendoci strutture ricettive occorre dormire in tenda.

La quinta giornata incomincia dalla Balma all’Alpe Preia e si prosegue verso l’Alpe Agrosa, l’Alpe Corte Gianoli, il Passo della Forcoletta e termina al Bivacco Ambrogio Fogar.
Da qui ci si incammina per la sesta e ultima tappa sul sentiero che porta all’Alpe Garione, risale all’Alpe Scatta, dove un sentiero si incrocia con quello che arriva dalla Valle Antrona. Si continua verso l’Alpe Saudera, lungo la dorsale che conduce al Colle del Pianino, spartiacque tra Bognanco e Montescheno. Infine, proseguendo sul versante di Bognanco si raggiunge il Rifugio Alpe Manzano, (per richiedere la chiave si può contattare la Pro Loco o il comune di Bognanco). Dal rifugio, la strada sterrata conduce a Bognanco.

Il docu-trekking La Via Alta è riuscito a raccontare una storia di natura, benessere e cultura, ma soprattuto di persone che quotidianamente vivono e lavorano in montagna.

Foto di copertina: Bariatti Salvatore - Copyright: La Cascina di Saljk

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