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Il sentiero urbano del CAI Milano

Tra Milano Civil Week, collaborazioni con scuole, altri gruppi e altre sezioni del CAI, il sentiero urbano MilanoInCima 101 del Club Alpino Italiano – Sezione di Milano torna quest’anno sempre più all’insegna dell’inclusione e dei giovani. Dalla sua inaugurazione, a settembre del 2021, sono circa 26 i trekking urbani svolti lungo i 9,5 chilometri del sentiero che unisce il Duomo al Monte Stella (e viceversa) e che hanno visto partecipare complessivamente circa 1400 persone. Alcuni di questi trekking , alla scoperta dei valori storici, culturali e naturalistici di Milano, sono stati realizzati  in collaborazione con altre sezioni del CAI della Lombardia e del Piemonte e uno anche con SmartCityLife.

A questi si sono aggiunti alcuni trekking urbani che hanno visto la partecipazione attiva di circa 300 studenti di diverse scuole superiori di Milano e dei loro insegnanti e che hanno preso il via a partire dalla settimana dedicata dal Comune di Milano ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza alla fine del mese di maggio 2023.

L’obiettivo del sentiero è soprattutto sensibilizzare chi lo percorre a un modo diverso, lento e sostenibile di vivere e fare esperienza della metropoli, in linea con l’idea di montagna promossa dal Club Alpino Italiano. Mostrando, al contempo, quanto anche la metropoli sia un ecosistema fragile e con i suoi delicati equilibri.

Il Monte Stella, la “montagnetta di Milano”, è il simbolo di una città che ha ritrovato in poco tempo la forza di rialzare la testa dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale e di tornare a crescere. Grazie a un progetto dell’architetto Pietro Bottoni, nel 1947 è stata realizzata utilizzando le macerie della guerra, a cui si sono aggiunti più tardi gli scarti derivanti dalla realizzazione dei quartieri del Gallaratese. E dai suoi 183 metri, nelle giornate più limpide è assicurato il panorama sul nuovo skyline di Milano e sulle montagne, fino al Monte Rosa e oltre.

Prima di addentrarsi nel Parco Sempione, il viandante ammirerà la bellezza dell’Arco della Pace, il suo significato, le sue origini e i marmi che sono stati utilizzati per la sua costruzione. Sempre nel parco scoprirà perché la Fontana dell’Acqua Marcia fosse ritenuta dai milanesi, soprattutto i più giovani, un elisir di lunga vita, mentre sulle mura più antiche del Castello Sforzesco troverà cespugli di capperi spontanei.

E poi c’è via Dante, protagonista a cavallo tra Ottocento e Novecento di un rilancio stilistico accompagnato da innovazioni tecnologiche all’avanguardia, che hanno trasformato radicalmente abitazioni fatiscenti e obsolete. All’angolo con via Broletto c’è la prima sede del Piccolo Teatro e proprio lì il viandante capirà che cosa ha a che fare con la “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci e con la barbarie della polizia segreta fascista.

In Piazza Mercanti, una delle poche piazze medievali rimaste intatte, conoscerà meglio le Scuole Palatine, la prima para-università d’Italia, e lì sarà svelato l’enigma del pozzo e della Pietra dei Falliti. Ma scoprirà anche perché la loggia, oggi museo della Resistenza, è detta anche Palazzo dei Sussurri. Il viandante ammirerà anche il Palazzo dei Giureconsulti e scoprirà perché la statua raffigurante Sant’Ambrogio abbia un corpo con alcune sembianze femminili.

Dopo aver scovato il bassorilievo della “scrofa semilanuta”, che ci ricorda il magico mondo dei Celti a Milano, il viandante raggiungerà il Duomo, dai tempi più remoti monumento alla sacralità della donna.

I palazzi e i monumenti di Milano raccontano anche la storia geologica dell’area, in un viaggio nel tempo che va dal Paleozoico all’ombra del Duomo al Giurassico sotto quella dei portici, mentre l’Arco della Pace sarà un vero e proprio portale per il Mesozoico. E, quando si è lì, non è difficile immaginare Milano com’era nella preistoria: una sconfinata foresta di latifoglie con moltissimi tratti paludosi. Già grazie alle signorie e, successivamente, anche agli Asburgo, oggi Milano può contare su quasi 170.000 alberi di 200 specie diversi (dalla quercia al pino dell’Himalaya, passando per i cipressi delle paludi statunitensi al noce del Caucaso, con un salto anche in Cina). Passeggiando nei parchi, tra le fronde di questi alberi non è impossibile imbattersi in alcuni esemplari delle circa 200 specie di uccelli che vivono o passano nella nostra città, vere e proprie sentinelle della qualità ambientale. E come dimenticare la coppia di falchi pellegrini che da anni nidifica sul grattacielo Pirelli.

Alfredo Costa (Responsabile Sentieri Urbani CAI Milano) e Francesco Colamartino (volontario ufficio stampa CAI Milano)

Sentiero 101
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