La Valle Anzasca necessita di una sua “Casa della Salute”
La Valle Anzasca necessita di una sua "Casa della salute"! Questo è ciò che sostiene il sindaco di Bannio Anzino, Pierfranco Bonfadini.
Intervenendo nel dibattito sulla sanità territoriale, il primo cittadino del Comune anzaschino ribadisce il concetto da lui già espresso tre anni fa, ossia la necessità e possibilità di creare a Pontegrande, presso la sede della ex Comunità Montana Monte Rosa, un polo sanitario.
La struttura sarebbe idonea sia per la sua collocazione sia per la fruibilità dei locali di nuova tipologia costruttiva ed inoltre di facile accessibilità anche da parte di soggetti diversamente abili.
Bonfadini rimarca: «Dopo tre anni siamo ancora qui a parlare di sanità e servizi territoriali da garantire alle popolazioni che vivono nei paesi di montagna e qual è la proposta: una “Casa della Salute” a Premosello Chiovenda che avrebbe competenza territoriale anche sulla Valle Anzasca. Quindi, ancora una volta, gli abitanti dei paesi di montagna dovrebbero scendere a fondovalle».
«Tre anni fa la mia proposta – prosegue il sindaco di Bannio Anzino - non era stata accolta dagli altri sindaci della Valle Anzasca che non gradivano il previsto concentramento dei servizi sanitari locali in un unico blocco a Pontegrande e adesso arriva la proposta di Premosello… La Valle Anzasca rientra a pieno titolo nel Progetto delle "aree interne" e da parte della nostra Amministrazione comunale avevamo presentato all'ASL un progetto ben dettagliato e chiaro, non di solo mantenimento dei servizi esistenti ma di un loro miglioramento, potenziamento e raggruppamento a Pontegrande in locali pubblici, moderni e funzionali».
Nel frattempo che la discussione sanitaria anzaschina riprende vigore, la popolazione residente è scesa per la prima volta al di sotto delle 2300 unità. Numeri. Esigenze. Necessità. Servizi. Costi. Scelte. Futuro. Ognuno è libero di leggere il capitolo che preferisce, ma la montagna deve poter avere un suo giusto domani.

Sindaco di Bannio Anzino, Pierfranco Bonfadini.