Le Milizie Tradizionali
Seguendo una consuetudine secolare, anche quest’anno, si affacciano sul panorama folkloristico anzaschino le feste delle milizie tradizionali di Bannio e Calasca tra le poche località italiane ad aver mantenuto attivi, seppur solo a scopo rituale, reparti militari storici.
L’origine di questi compagnie in armi rimanda al XVII secolo quando il governatore spagnolo Mendoza, per opporsi ai Savoia, istituiva la milizia delle terre a cui la valle Anzasca contribuiva con 390 uomini.
Nel 1622, il cinque agosto, la comunità di Bannio inaugurava il santuario della Madonna della Neve a cui parteciparono tutte le milizie delle terre anzaschine. Diciannove anni più tardi anche Calasca consacrava, il quindici agosto, il santuario della Gurva dedicato alla Madonna Assunta con la coreografia della milizia che oramai, come a Bannio, aveva cessato le attività belliche per assumere la funzione di rappresentazione devozionale nei rispettivi santuari.

Le feste legate alle milizie si aprono ufficialmente con l’estrazione degli ufficiali superiori sotto il portico della parrocchiale di San Bartolomeo a Bannio e della “Cattedrale tra i boschi”, come spesso viene definita per la sua imponenza, la chiesa di S.Antonio Abate a Calasca. La festa storica della Milizia Tradizionale di Bannio che nel 2022 ha celebrato i 400 anni dalla sua fondazione, si tiene il quattro agosto con numerosi soldati in armi agli ordini quest’anno degli ufficiali Fabio Cocchini, colonnello; Mattia Fontana , tenente colonnello; Gabriele Frau, Maggiore e Marzio Ghiotto aiutante maggiore.
Il successivo 5 agosto si celebra la festa votiva della Beata Vergine della Neve nel suggestivo santuario “du Gil” dove la Milizia Tradizionale avrà una parte predominante. L’estrazione dei gradi si è tenuta a Calasca la terza domenica di luglio. L’evento, siglato dal suono delle campane, ha elevato a colonnello Gianluca Gozzi; tenente colonnello Paolo Rigotti; maggiore Daniele Rigotti e aiutante maggiore Diego Lometti.
Il primo appuntamento per la Milizia Tradizionale di Calasca sarà all’alba dell’undici agosto con i festeggiamenti a San Valentino un giovane soldato cristiano vittima delle persecuzioni di Nerone le cui spoglie estratte dal cimitero di santa Priscilla a Roma furono donate alla chiesa di Calasca nel 1805. Da allora San Valentino si venera come patrono della milizia. Il quindici agosto le due compagnie militari con gli zappatori in testa, scendono al santuario della Gurva eretto dove una piccola cappelletta “ di umile pennello” rimase indenne da una frana staccatasi dalla montagna. Questo fatto ravvisò un prodigio e nacque l’idea di erigere un santuario.
La festa popolare proseguirà con la tradizionale merenda sui prati tra le scariche di fucileria. Il battaglione verso sera risalirà attraverso le frazioni per giungere all’imbrunire sulla piazza della chiesa di Calasca dove sarà accolto dagli applausi in una suggestiva atmosfera.
