Il Gran Tour di Linea Verde a Macugnaga
Il team di Rai Uno costituito da Lorella Cuccarini, Angelo Mellone e Peppone Calabrese, a cui è stato affidato il programma “Gran Tour di Linea Verde” ha fatto tappa in Valle Anzasca per parlare di transumanza.
La visita è iniziata con la mungitura delle vacche ripresa presso l’azienda agricola “Madalu” di Luca e Damiano Marta all'alpe Giocola di Calasca ed è poi proseguita seguendo la transumanza degli armenti. Tappa a Vanzone e poi via verso i monti con sosta prolungata ai Lowezic in attesa di poter salire al Belvedere, attraversare la morena e arrivare nei pascoli della Zamboni a brucare l’erba fina e sostanziosa dei duemila. La troupe Rai è stata quindi accolta in località Prati dinanzi al Museo della Montagna e del Contrabbando dove Teresio Valsesia ha fatto gli onori di casa, illustrando agli inviati la storia del paese ricordandone le origini documentate dalla storica pergamena datata 999. Ad aspettare il team Rai c’erano i rappresentanti della Pro Loco, Sportello Walser, Museo della Montagna e del Contrabbando, Walser Verein z’Makana, Museo Casa Walser, Alte Lindebaum Gemeinde e molta gente.
Gli inviati sono poi stati accompagnati sulle propaggini del ghiacciaio del Belvedere dopo hanno potuto ammirare e filmare la parete Est del Monte Rosa, la più verticale d’Europa. La puntata registrata a Macugnaga dovrebbe andare in onda a fine agosto. Angelo Mellone, Capostruttura Daytime e Speciali di Rai Uno ha commentato: «Siamo tre anime diverse che hanno tanta voglia di scoprire le bellezze e le peculiarità dell’Italia e qui abbiamo trovato un ambiente eccezionale».
Luca Marta, uno dei fratelli titolari dell'azienda agricola Madalu, aggiunge: "E' stata una sorpresa essere oggetto dell'attenzione di una trasmissione così importante, ma ne siamo contenti serve a ripagare un poco il nostro impegno. Abbiamo impiantato la nuova stalla all'alpe Giocola e ora all'alpe Pedriola stiamo sistemando il caseificio in attesa di fare salire le mucche. Per ora la crescita dell'erba è in ritardo di una decina di giorni e dobbiamo aspettare. Oltre al nostro lavoro va ricordato quello fatto dagli uomini della MTS e dai gestori del rifugio Zamboni/Zappa per sistemare il sentiero d'accesso verso la conca della Pedriola" .