Festa della Beata Panacea
All’ alpe Quaggiui, uno degli alpeggi più rappresentativi di Calasca a 981 m di altitudine, è tornata in scena la tradizionale festa della Beata Panacea interrotta per alcuni anni a causa della pandemia. La festa dell’alpe si è svolta sabato 31 agosto e domenica primo settembre forte di una ricca scelta gastronomica.
Gli organizzatori, con questo evento, hanno voluto evidenziare la gratitudine che lega i calaschesi, e non solo, alle persone che con le loro fatiche, a volte strenue, hanno preservato alpeggi incantevoli.
Montanari che nella semplicità trovavano la forza per affrontare quotidianamente la loro vita frugale. E’ di questi giorni la notizia del compleanno secolare di Felicina Bertoletti che con il suo Albino trascorreva a Quaggiui anche gli inverni quando ancora non c’era la strada carrozzabile e le nevicate erano copiose. La strada consortile, il cui accesso è regolato, veniva finanziata alla fine degli anni 80 con fondi Europei e ultimata all’inizio dei novanta.
Più laboriosa l’edificazione del piccolo oratorio della Beata Panacea che è stato costruito nel corso di mezzo secolo dal 1860 al 1913 con le offerte degli alpigiani, verosimilmente sottraendo sostanza alla loro già magra dieta.
Lo benedisse l’arciprete don Giovanni Vercelli. La martire valsesiana, a cui l’oratorio è dedicato, nata nel 1368 e uccisa dalla propria madre adottiva a soli quindici anni, è stata elevata a patrona dei pastori. Il dipinto che la raffigura all’interno della chiesetta è stato realizzato da Enrico Mariola nel 1913. Il pittore nasceva nel 1884 a Marmande nella regione di Bordeaux dov’erano emigrati da Canfinello i genitori.Stabilitosi a Milano ha frequentato l’accademia di Brera dedicandosi anche alla musica e al canto. Alpino nella prima guerra mondiale, nel periodo fascista fu podestà di Macugnaga dove, a Borca, conduceva l’albergo Passo del Turlo.
La messa nella caratteristica chiesetta è stata celebrata da don Fabrizio Cammelli e don Francisco Laivo che hanno raccolto attorno al tempio una silenziosa folla di fedeli. Lontano si sentiva il lavorio dei preparatori, i richiami e il buon profumo di cibo che, di li a poco, avremmo gustato.
Complimenti a tutti gli organizzatori per avere offerto due giornate nell’insegna della collaborazione e convivialità.