Il baricentro è in prossimità
Caro Direttore, recentemente ho discusso con un mio amico pittore, Roberto Bosco (oltre che artista, è un intellettuale raffinato) sul ruolo che hanno oggi le categorie spazio e spazio-tempo nella riorganizzazione delle attività e dei territori e su come, nell’evoluzione delle gerarchie territoriali, si possano esprimere i rinnovati ruoli attraverso due termini: luogo e baricentro.
È un dibattito che non ha mai cessato di essere presente nella redistribuzione dei ruoli e dei pesi che i singoli luoghi possono avere o esercitare rispetto ad alvei di maggiori confini.
Non propongo questa discussione per amore accademico ma perché oggi il luogo è sempre più la rappresentazione di sole emergenze mentre il baricentro, anche per i servizi di cui disponiamo, può diventare il centro da cui fruire più luoghi con le loro emergenze.
È questo ritrovato valore della categoria spazio-tempo che porta a una nuova gerarchia nei territori vocati al turismo e soprattutto a una nuova organizzazione legata alla mobilità e non alla contiguità. Perché pongo questi temi sul giornale che tu dirigi e nel quale da un po’ di tempo mi ospiti? Le risposte sono semplici.
La prima è che da alcuni numeri i tuoi editoriali vertono tutti sulla necessità di uno sviluppo delle aree montane che deve comportare un ripopolamento delle stesse. È un tema sul quale siamo tutti d’accordo.
La seconda è che se il luogo è vicino solo alla risorsa (naturale, storico-artistica, ecc.) che ricade in un raggio percorribile con una passeggiata, il baricentro si caratterizza per essere e avere un intorno di emergenze: da un lato quelle naturali, dall’altro quelle storico-artistiche, dall’altro ancora…
Insomma il baricentro è in prossimità delle montagne, dei laghi, dei borghi storici e delle loro emergenze architettoniche e monumentali. In una fase storica in cui i luoghi si sono avvicinati (mobilità aerea, terrestre e informatica) anche il metodo di visita turistica è profondamente mutato: si pre-visitano i luoghi con visure virtuali, per completarle poi, nei soggiorni reali, con visite strutturate e puntuali. Nella forte mutazione del turismo cui stiamo assistendo, qual è il ruolo dei luoghi e quale quello dei baricentri?
Io non ho dubbi. Il monopolio degli over 55 nel mercato turistico, se non altro per le condizioni fisiche che queste classi di età comportano, tendono sempre di più a escludere, per le attività residenziali, i luoghi di picco (naturali o con condizioni climatiche faticose) per privilegiare sempre di più luoghi tranquilli e misurati, che facciano godere i paesaggi e le molte risorse che li circondano. Oggi i servizi, e in questi la mobilità sostenibile, trovano sempre più spazio e capacità di intercettazione dei flussi turistici; per le nostre valli credo che questa è, o sarà, un elemento di riflessione importante che permette di individuare baricentri importanti che, dotati di una mobilità sostenibile, possono concorrere a pieno titolo ad assumere un ruolo residenziale turistico capace di soddisfare un numero di esigenze di gran lunga superiore rispetto a quelle concentrabili in luoghi di picco e/o di mono offerta paesaggistica.
Quanto turismo verde o agrario o… oggi non trova spazio nelle nostre valli perché i boschi ci hanno invaso, i sentieri e le radure per e degli alpeggi sono state inghiottite e i cento magnifici borghi di sasso e legno non sono più idonei per la recettività? Non credi che sia arrivato il momento per iniziare una riflessione strutturata sulle nuove gerarchie territoriali richieste dal turismo?