Il fuoco e la neve
Amo la neve e la montagna. E non poter andare liberamente da lei, per me come per molti che la amano è davvero sofferenza. Ma bisogna adattarsi e l’inverno è arrivato. L’altra notte ho sognato la mia amata neve scendeva copiosa e poi si scioglieva al fuoco.Mi sono svegliata un po’ demoralizzata perché il primo pensiero è stato che non avrebbe attecchito, e quindi solo un breve passaggio.
Poi ho realizzato che la davano per il fine settimana e mi è parso tutto più chiaro.
Il 4 dicembre Santa Barbara, il fuoco io.
Funziona tutto come sempre lei mi arriva in sogno sempre o quasi.
E cosi nel mio onomastico mi sono svegliata con il Lago che nevicava dappertutto, e uso nevicava a proposito perché ogni cosa era in perfetta simbiosi con la Dama Bianca.
So per certo che anche sulle mie montagne ne è scesa tantissima, a partire dal Mottarone passando per Riale e la val Formazza.
A Varzo ieri sera ne sono scesi 80 cm.
E Macugnaga ha dipinto uno dei suoi quadri migliori.
L’inverno meteorologico è partito benissimo, ha continuato a nevicare per tutto il giorno anche se ogni tanto interveniva la pioggia.
Ma ha vinto la neve per ko, senza troppo insistere.
Ieri il Lago Maggiore si è trasformato nel paese di Narnia, su tutta la sponda piemontese la neve danzava leggera e sicura.
In qualche luogo ha creato disagi alla circolazione e questo mi fa pensare a come sia possibile nel 2020 non essere pronti a queste emergenze.
Comunque ieri un sogno, un sogno che si è avverato in un momento dove certezze e libertà vengono messe in discussione.
La neve porta tutto su unico piano, resetta e pulisce dà modo di ripartire.
E in molti casi dipinge un mondo troppo buio e occupato a pensare a se stesso perdendo di vista le cose essenziali.
Non ci rendiamo conto di quello che ci manca fino a che non ci viene tolto.
Come la possibilità di uscire di andare verso le nostre montagne di respirare aria pulita e passare del tempo con noi stessi.
La neve ieri ha dato uno stop a tutti e a tutti, io sono tornata bambina e sono uscita ad immortalare il Lago che con i fiocchi e nuvole grigie assume sempre un aspetto magico e surreale.
Per un giorno il mondo caotico e pandemico, almeno qui sul Lago ha smesso di pensare alle restrizioni e chiusure in vista delle feste e ha gioito guardando il cielo e i fazzoletti che ne scendevano come quando bambini non abbiamo pensieri.
Fine anno si sta avvicinando più velocemente di come avrei pensato. Chiudere un anno così importante di cambiamenti pesanti sembrava infinito invece ci siamo.
La neve scenderà ancora e metterà in pausa le nostre paure.
La neve non arriva quando può, arriva quando deve
Foto di Barbara Dian, Giuliana Colombo Canavesi