Caro Babbo Natale voglio l'inverno
Caro Babbo Natale,
l'anno scorso non ti ho scritto e nell'arco di questi anni le mie richieste sono state molteplici, e tu hai sempre esaudito magari non nei tempi, ma lo hai fatto.
Per questo credo che potrai esaudire anche questa richiesta: voglio l'inverno! Voglio, e non vorrei, voglio l'inverno anzi lo rivoglio.
Rivoglio le mattine freddissime, quelle dove la brina blocca le serrature e disegna nuvole di ghiaccio alle finestre. Voglio vedere mentre esco gli alberi paralizzati dal freddo della notte, e i ghiaccioli pendere dalle foglie. Voglio l’inverno che alle quattro del pomeriggio manda a dormire il sole, e accende le lanterne della città, voglio vedere la gente avvolta nelle sciarpe e coperta da cappelli e guanti di lana, ma che passeggia e sorride incurante dell’aria che gli arrossa il naso.
Voglio passeggiare per i borghi e guardare dentro nei bar, la gente intorno al tavolo con la cioccolata in mano, i bambini sporchi con il segno dei baffi, e sentire profumo di arancio e cannella.
Voglio alzare gli occhi e vedere i comignoli sui tetti danzare per il fuoco dei camini, sentire il profumo della neve quando sta per arrivare, e affacciarmi alla finestra senza staccare lo sguardo dal lampione e scorgere il primo fiocco.
Voglio la neve.
Voglio l'inverno di una volta, quello che da calore quello che ti fa tornare bambino dopo una nevicata copiosa, quello che ti spinge a leggere i racconti di Natale avvolto dalle coperte della nonna, quello che le domeniche le passi a mangiare la polenta e lo spezzatino, a giocare a tombola e poi esci per una passeggiata al freddo. Caro Babbo Natale, non voglio altro. So che puoi, magari un’inversione di rotta o accelerare il processo della Natura nella sua trasformazione, ma so che tutto torna e può tornare anche l'inverno, quello che tanto amo.
In cambio, se può servire lascerò che la prossima estate faccia il suo corso…come sempre.
Inverno febbraio 2014 - Foto Diego Tonietti - lavalledelrosa.it