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Le terre perdute

Un valore per le Alpi

La popolazione della Valle Anzasca nel 1861, l’anno del primo censimento e della nascita del Regno d’Italia, contava 4243 abitanti. Nel 2020 contava 1867 abitanti.In 160 anni di storia italiana e delle Alpi la popolazione si è più che dimezzata (meno 2376 abitanti).

In questo quadro ci sono due opposti: Macugnaga conserva sostanzialmente il popolamento (meno 132), Calasca Castiglione lo riduce di quattro volte (meno 1330). A Macugnaga il turismo ha permesso una sostanziale tenuta demografica, a Calasca l’industrializzazione ha fatto crollare il tessuto sociale ed economico contadino. Il turismo, su tutte le Alpi, ha portato vantaggi economici, ma anche devastazioni culturali e ambientali.
Oggi il modello del turismo alpino non è più quello di cinquant’anni fa. Sono cambiate le prospettive ed è cambiato il mondo. I valori diffusi non sono più quelli della città riprodotta in montagna, ma quelli della natura, del turismo ambientale fatto di fatica sui sentieri, la salubrità delle Alpi. Che fare?
L’obiettivo è la ricerca di un equilibrio tra tenuta del popolamento in una nuova dimensione di qualità di vita e rispetto e tutela di valori culturali e ambientali. In questo numero de “Il Rosa” il nostro Marco Sonzogni racconta della rinascita di Olino, minuscolo villaggio sui monti della bassa Valle Anzasca che, dopo l’abbandono del secondo dopoguerra, sta tornando vivo. Al posto di rovi e ortiche, mucche in transito verso gli alpeggi superiori.
Piccole comunità di uomini che vivono bene riscoprendo valori e solidarietà che sembravano perse. È il tema del recupero delle “terre perdute”, le aree interne che sono state abbandonate nel Novecento. Bellino in Val Varaita (Cuneo) aveva 885 abitanti nel 1921, oggi meno di cento. Da alcuni anni nuovi residenti ne hanno fatto un riferimento per la rinascita delle Alpi piemontesi. Hanno rilevato attività commerciali e ricettive “povere”, hanno recuperato antiche tradizioni artigiane e vivono in montagna svolgendo le “nuove professioni”. È un’esperienza che restituisce speranza alle “terre perdute”.
Come a Olino, ma nessuno ne parla. Olino rimane un orgoglio nascosto. Queste cose le fanno donne e uomini. Sono i “nuovi montanari”. In questo numero del giornale raccontiamo anche di donne e uomini di cui dobbiamo essere orgogliosi. Jaqueline che, diversamente abile con una gamba sola, parte “a piedi” dal Lago Maggiore per esplorare la Val Grande e arriva a Macugnaga per salire il Monte Rosa.
Due storici collaboratori de “Il Rosa” hanno ricevuto riconoscimenti per l’impegno di una vita. Teresio Valsesia è stato nominato socio onorario del Club Alpino italiano (nel mondo alpino è come il titolo di senatore a vita); Giulio Frangioni è stato nominato Cavaliere della Repubblica per l’impegno nel Soccorso Alpino. È scomparso don Giorgio Andreotti, parroco di Vanzone che ha ricostituito la casa di riposo e l’asilo infantile per tutta la Valle Anzasca (“case” per anziani e giovani, il passato e il futuro).
Un fortissimo alpinista è caduto sul lenzuolo della Nordend; Claudio Schranz ha celebrato sessant’anni di alpinismo. Vanessa Rabbogliatti, giovane veterinaria di Macugnaga, corre in Colombia a curare gli ippopotami. Agnese Bettegazzi, suor Maria Irma, 89 anni, missionaria in Brasile, è stata la prima donna diacono nel 1979. Nel 2022 la Milizia di Bannio compirà 400 anni.
Il rifugio alpino “E. Sella” festeggia i 130anni di servizio agli alpinisti. Raccontare questa dimensione delle nuove Alpi, risultato di cambiamenti climatici e sociali, è il compito che si assume questo nostro “giornale di montagna”.

Alcune caratteristiche fanno de “Il Rosa” un caso unico sulle Alpi. Il giornale non viene venduto, ma inviato ad “abbonati” che hanno versato liberamente una quota di contributo oppure solamente hanno segnalato l’indirizzo. Da oltre cinquant'anni è forse il primo caso di free press sulle Alpi. E’ un giornale indipendente, non frutto di un’iniziativa imprenditoriale, né istituzionale.

Il Rosa - Periodico di cultura alpina fondato nel 1962 a Macugnaga da Carlo Ravasio

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