Acqua
La acque sono la fortuna e il castigo dell’Ossola. Fortuna per le acque salutari che diventano risorsa turistica ed economica e per i benefici apportati dalla colonizzazione idroelettrica.
Castigo per il flagello delle alluvioni e i costi sopportati dalle comunità di montagna. Dopo l’Anno della Montagna il 2003 è stato consacrato dall’ONU “Anno Internazionale delle Acque”.
Quell’acqua per il controllo della quale potrebbe scoppiare in futuro un conflitto mondiale. E le montagne, in quanto straordinarie riserve d’acqua dolce conservata in sorgenti e ghiacciai, tornano d’attualità.Un’attualità che deve diventare un “Monte Rosa di fatti concreti”. Questo era il richiamo del nostro ultimo editoriale. Parecchio si sta muovendo per la realizzazione di progetti che potrebbero cambiare il volto e l’economia di Macugnaga e della Valle Anzasca: il potenziamento degli impianti e delle piste di sci, i lavori sulla statale da Piedimulera a Macugnaga, l’impianto turistico di collegamento tra il Ribasso Morghen e Pestarena per realizzare un potente richiamo turistico di cui beneficerà tutta la valle. Ma torniamo all’acqua. Potrebbe essere fortuna per la Valle Anzasca con la costruzione delle Terme di Vanzone e la valorizzazione della “Fonte Scheber”, l’acqua minerale walser del Monte Rosa.Le sorgenti arseno-mangano-ferruginose delle “Fonti dei Cani” vennero utilizzate per cure termali agli inizi del Novecento presso l’Albergo Regina in Vanzone,brdopo che gli eventi bellici della prima guerra mondiale avevano vanificato i progetti di una moderna Kurhaus. L’acqua giungeva dalle sorgenti per teleferica in recipienti di vetro e veniva utilizzata per la cura di diverse malattie in bagni, fanghi e iniezioni. Oggi quel “tesoro nascosto” potrebbe diventare un ulteriore traino di quel sistema integrato di risorse ambientali che costituisce la principale carta vincente per il futuro della nostra gente.
Acqua anche come castigo. I cambiamenti climatici in corso hanno prodotto lo scorso anno il duplice fenomeno della crescita del ghiacciaio del Belvedere e della formazione del Lago Effimero. Uno spettacolo straordinario della natura in quel grande laboratorio che è il Monte Rosa oggi. E’ sempre l’acqua, sotto forma di ghiaccio che si scioglie, la protagonista. La pionieristica operazione di Protezione Civile attuata lo scorso anno, verrà ripetuta la prossima estate con il monitoraggio continuo della montagna e dei suoi ghiacciai.
Nessuno sa cosa succederà. Saranno la colonnina di mercurio e l’evoluzione dei ghiacciai pensili a decidere l’estate di Macugnaga. Il ripetersi del caldo torrido dello scorso giugno potrebbe riproporre l’emergenza del Lago Effimero, ma uomini e mezzi sono pronti a gestirla anche grazie all’esperienza del 2002. La nostra terra, le grandi montagne, diventano ancora una volta un terreno di sfida e di confronto sul futuro delle Alpi. Per ora, le abbondanti nevicate in quota dello scorso inverno hanno permesso una positiva stagione invernale e un’eccellente primavera per gli appassionati dello scialpinismo. Il sentiero glaciologico attrezzato lo scorso anno permetterà agli escursionisti di visitare l’unico ghiacciaio delle Alpi che “cresce”.
Una buona estate si profila. Con l’augurio che l’acqua sia fortuna e non castigo.
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