Achille Montani
È mancato nei giorni scorsi Achille Montani (1941 – 2024), fortissimo alpinista verbanese protagonista di una stagione di scalate nel secondo dopoguerra del Novecento.
Abitava a Suna, aveva 83 anni, guida alpina ma soprattutto abile fabbro che ha lasciato il segno nell’arredo urbano di Verbania. Lascia la moglie Lella e i figli Antonio, attuale presidente generale del Club Alpino Italiano, e Daniela.
L’alpinismo come libertà - l’affermazione degli alpinisti verbanesi nel secondo dopoguerra
Oltre alle tante realizzazioni alpinistiche sulle Alpi dell’Ossola, era anche un profondo conoscitore del massiccio del Monte Bianco. La storia alpinistica ricorda la prima invernale della parte est della Punta Zumstein sul Monte Rosa, l’unica parte alpina che presentava (allora) mille metri di scivolo innevato senza affioramento di roccia. L’impresa, realizzata con Adriano Gardin, Ferdinando Danini e Gian Paolo Bogo, fu portata a termine il 20-21 dicembre 1972 uscendo a destra dell’ “occhio”, il grande seracco pensile crollato negli anni scorsi a causa dei cambiamenti climatici.
Il suo “luogo del cuore” fu sempre l’alpe Devero dove percorse tutti gli itinerari di scalata sul saldo serpentino e dove lasciò la sua firma sul “Diedro Suna” in bastionata della Rossa.