Proseguono le riprese del documentario di Nicola Buffoni
Fu per “l’elevato valore storico - culturale e per la sua azione di arricchimento del comune di Gondo”, se nel 1999 venne eretta la “Fontana dello Spallone” su iniziativa dell’allora amministrazione comunale. Si tratta di un uomo con una bricolla sulle spalle e un bastone in mano mentre guarda le montagne.
Proprio di fronte, all'interno della Stockalperturm, nei primi anni Cinquanta venivano preparate fino a settanta bricolle, per un conto complessivo di cinque milioni di pacchetti all’anno. Giovedì 25 maggio, per il documentario attualmente in lavorazione “Il contrabbando non è peccato” sono stati intervistati Andreas Weissen (esperto conoscitore della storia e della cultura alpina) e Rolf Gruber (ex doganiere di Gondo).
Entrambi hanno raccontato di come il contrabbando fu un’alternativa alla fame e una leva di arricchimento per la comunità di Gondo.
Non sono mancati momenti di ilarità, riflessione, discussione e molti degli aneddoti descritti saranno pubblicati sul numero estivo del Rosa nelle pagine dedicate al confine. La memoria si costruisce insieme.
Nel pomeriggio, all’Alpe San Bernardo, Mario Galletti, insieme a Felice Darioli ha raccontato la storia di Serafino Pellanda, spallone della Val Bognanco ucciso da un finanziere l’8 maggio 1964 e il motivo per cui ha voluto realizzare su questo sentiero la cappelletta in sasso.