Lo Pan Ner, la tradizione che unisce i paesi delle Alpi
Nonostante la giornata uggiosa, si è tenuta a Macugnaga la manifestazione de “Lo Pan Ner”, la festa comunitaria del pane di segale che unisce le Alpi. Differente ma immutabile nella tradizione dei paesi alpini. Un’usanza o meglio una necessità divenuta tradizione con i suoi rituali ripetitivi, simbolici e sapienti. La manifestazione Lo Pan Ner è nata in Valle d’Aosta nel 2015 e da lì si è espansa in Italia e in Europa. Attualmente coinvolge località di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Svizzera, Francia, Slovenia e Germania.
Macugnaga
Qui, nei giorni scorsi si era tenuta la “battitura della segale” maturata ai piedi del Monte Rosa, è stato acceso lo storico forno del Dorf.
Sergio Malan dice: «Io ho diminuito il mio apporto pratico ma, per fortuna, sono subentrate forze fresche che lavorano bene e con impegno sotto lo sguardo attento ed esperto di Edoardo Morandi. Nei giorni scorsi, oltre alla battitura si è proceduto alla semina della segale in vari campi e prossimamente si proseguirà in altre zone. La segale qui prodotta e preparata verrà poi portata nel mulino di Vanzone dove sarà macinata. Piano, piano la tradizione sta rinascendo nella totalità della filiera».
Dal canto suo la Pro Loco di Macugnaga, promotrice dell’evento, ha predisposto la preparazione di un’ottima fonduta al formaggio che ha aiutato a riscaldare i partecipanti.
di Walter Bettoni
© foto di lavalledelrosa.it
Castiglione
Per il paese depositario della “Via del pane” si è trattato della prima partecipazione alla manifestazione internazionale Lo Pan Ner.
Marco Sonzogni racconta così l’avvenimento: «Nonostante la giornata che incombeva con una persistente cappa di nuvole, la manifestazione de "Lo Pan Ner" ha riscosso una partecipazione al di là delle più rosee previsioni.
Oltre sessanta persone, accompagnate dalla guida escursionistica Tania Bettineschi, hanno seguito la parte orientale della "Via del pane" istituita dalla Pro Loco e dal Comune nella metà degli anni novanta.
Per l'occasione è stato acceso il forno frazionale di Vilasco, altri di Pero e Cresta sono stati visitati.
È stato aperto il mulino di Gabriele Silvetti "ul mulin dul Gabriel" abbandonato nel 1956 dopo la tragica morte del suo mugnaio.
Non sono mancati momenti di convivialità e di allegria facilitati dall'intima atmosfera autunnale.
I partecipanti provenivano anche da altre regioni e alcuni dall'estero».
di Marco Sonzogni
© foto di Susy Mezzanotte