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Le Rogazioni di Castiglione, le uniche rimaste sulle Alpi

Ab Fulgure et Tempestate, libera nos Domine!
Si terranno sabato prossimo, 27 maggio, le tradizionali Rogazioni che si ripetono annualmente seguendo riti ed usanze che perdono la loro storia e sacralità nella notte dei tempi.

L’appuntamento è fissato dinanzi alla chiesa parrocchiale di San Gottardo alle ore 7.45 da dove partirà la processione ed inizieranno gli antichi riti.
In testa la croce, normalmente portata da una donna. Poi il portatore con la gerla ricolma di pane nero da benedire; dietro i membri della Confraternita di Santa Marta e, a seguire, i fedeli.
Oggi sono sempre più quelli che giungono anche da fuori valle per partecipare alla cerimonia-camminata.
Dal centro del paese si sale verso Pecciola, Porcareccia, Crotto, Olino e Drocala.
Prima tappa e prima benedizione della campagna alla “Cappella dei Morti”. In ogni località il sacerdote benedice la campagna rivolto ai quattro punti cardinali ed invoca la liberazione dalla folgore e dalla tempesta (Ab fulgure et tempestate libera nos Domine!), simbolo propiziatorio di buoni raccolti e di favorevole stagione. Un tempo la benedizione e la supplica di liberazione veniva rivolta anche a peste, fame e guerra (Ab peste, fame et bello libera nos Domine!).
A Olino, nell’oratorio della Madonna del Carmine, breve ricordo dei defunti e prima benedizione del pane nero con la distribuzione agli abitanti della frazione.
Si prosegue poi fino a Drocala, l’antica frazione posta a 940 m e abitata fin dalla preistoria.
Qui il parroco celebrerà la S. Messa a cui seguiranno nuovamente la benedizione del pane nero, la sua distribuzione, l’incanto delle offerte e il pranzo conviviale a base di polenta e prodotti dell’alpe.
La storica tradizione pone questo rito religioso quaranta giorni dopo la Pasqua, prima dell’Ascensione. Castiglione Ossola con la sua minuscola comunità religiosa può vantare di essere l’unica comunità religiosa nell’arco delle Alpi ad aver mantenuto intatta questa iniziativa molto sentita e partecipata. La tradizione di Castiglione Ossola è stata mantenuta grazie alla volontà di don Severino Cantonetti e oggi è portata avanti da don Andrea Primatesta in collaborazione con don Gaudenzio Martini, parroco in Valstrona, ma nativo del paese anzaschino.

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