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I sentieri ai piedi del Monte Rosa sempre molto ben curati

Camminare sulle nostre montagne in sentieri ben curati è certamente piacevole, comodo e sicuro. Ma gli itinerari hanno bisogno di essere curati anche nei minimi particolari.

La sezione cacciatori di Macugnaga, presieduta da Eugenio Morandi ha recentemente aperto e inaugurato il sentiero “G. Priani” che collega l’alpe Rosareccio con l’alpe Crosa salendo poi fino ad intersecarsi con il sentiero “S. Saglio” che collega i Piani Alti di Rosareccio con la Zamboni. Questo era un sentiero “dimenticato” da vari decenni e riscoperto grazie alla proposta avanzata da Ferruccio Pirazzi.
Anche i componenti di Macugnaga.net hanno portato innovazione sui sentieri macugnaghesi. Grazie al lavoro di Andrea Zangarini e Alberto Piatti sono apparsi i primi QRCode. Esperimento pilota iniziato sul sentiero che collega Macugnaga con il Passo del Moro.
L’associazione “Figli della Miniera” coadiuvata dalla famiglia Lana di Ceppo Morelli da anni cura il sentiero che dal Ponte del Vaut sale all’alpe Lavanchetto, dove c’erano alcune delle storiche miniere d’oro.
Di sicuro la parte più rilevante della manutenzione e segnaletica lungo la rete sentieristica viene però curata e svolta dalla Sezione CAI di Macugnaga. Grazie ai suoi preziosi ed insostituibili volontari anche quest’anno sono stati sistemati e ben curati molti sentieri sull’intero territorio di Macugnaga. Sabato scorso hanno provveduto all’opera d’invernamento del sentiero che da Pecetto conduce nel cuore dell’Oasi Faunistica del Monte Rosa. Hanno tolto i ponti e le protezioni pensili, tutte infrastrutture che se lasciate verrebbero irrimediabilmente danneggiate dalle prossime valanghe.
La cura dei sentieri passa anche per la stagionalità degli interventi.

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