Barbuti & baffuti, una tradizione immutata nel tempo
Immancabile come l’arrivo della primavera i “Barbuti & Baffuti” d’Anzasca si sono dati appuntamento al ristorante “Concordia” per una festa dagli antichi sapori e dai rituali che restano immutati nel tempo.
Ma tornando alla nascita della festa ricordiamo ciò che scriveva lo storico anzaschino Alessandro Zanni:
«A Ronchi Dentro si celebra la festa di San Giuseppe e la sera del sabato più prossimo alla festa, si faceva festa fino all’alba. Nel 1981 non si trovò più un locale disponibile e così la tradizione è stata persa. Nel 1984 Augusto (Tino) Oberoffer propose ad alcuni amici, che avevano la barba come lui, di continuare la tradizione presso il ristorante “Concordia”. Fu concessa la partecipazione anche a quelli che avevano solo i baffi. Nacque così il gruppo “Barbuti e Baffuti” primo in Piemonte e, molto probabilmente anche in Italia».
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© Foto lavalledelrosa.it
Ma torniamo alla festa di quest’anno, 34.a edizione.
Dopo la lauta cena, le cameriere, uniche rappresentanti del gentil sesso ammesse alla serata, hanno decretato i migliori soggetti dell’anno.
Miglior barba, Diego Pirozzini da San Carlo.
Miglior pizzo, Giancarlo Patelli da Roletto. Miglior baffo, Giuseppe Scaranto, macugnaghese di Morazzone (VA).
Miglior “criniera” (capelli lunghi e barba), Paolo Sincato da Varese.
Premi speciali a Fiore Di Nunzio, chef alla birreria di Anzola, a Luca Carta, giunto dalla lontana Sardegna e al cantante Gelindo Bottegal che con Martin ha allietato l’intera serata.
Grande soddisfazione per gli organizzatori Luciano Masciaga e Poldo Oberoffer che, dopo aver ringraziato i numerosi partecipanti, stanno già pensando alla prossima edizione.