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Alluvione a Macugnaga. Alcune testimonianze

A due giorni dall'alluvione che ha colpito Macugnaga riportiamo alcune testimonianze che abbiamo raccolto e che raccontano il terribile momento che la gente del paese sta vivendo.

“La merce bassa e appesa all’interno della casetta in legno non abbiamo potuto salvarla, mentre la parte espositiva in negozio era buona. Il problema grosso è il magazzino sotto al negozio, che è ampio due volte l’area espositiva e contiene l’80% della merce: non solo le scorte ma anche i prodotti di vendita. Noi lavoriamo molto sugli anticipi di stagione quindi avevamo ricevuto buona parte per l’inverno agonistico, tutta la merce estiva e le consegne invernali coprispalla. Il magazzino era ben rifornito, perché si lavora di più a luglio e agosto e avendo fatto un inizio estate pessima non avevamo ancora cominciato a lavorare. Siamo stati tra quelli che hanno subito grossa parte dell’alluvione: all’interno l’acqua ha raggiunto un’altezza di circa 1m80 e una volta prosciugata ha lasciato 60cm di fango. Entrando con tanta violenza anche la scaffalatura alta è collassata. Adesso con l’idropulitrice stiamo provando a ripulire ma tante cose sono rovinate. Abbiamo ricevuto un grosso aiuto dalla popolazione, molti di coloro che hanno avuto meno danni sono venuti a darci una mano, così come turisti, volontari AIB, Protezione civile, Vigili del Fuoco, gente di cuore. Perfino gruppi di amici da Milano sono venuti ad aiutarci portando anche la nonna di 90 anni. Abbiamo ricevuto tanta solidarietà e il nostro obiettivo è quello di poter ripartire. È complicato ma la gente è spettacolare. La merce che abbiamo in negozio è ancora tutta da pagare. Una nostra amica con altri ha iniziato un crowdfunding”, commentano Paolo Schranz e Clarissa Sgarbi (Schranz Sport)

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“Se non fossimo così forti sarebbe da chiudere, abbiamo tre magazzini dove dentro c’erano quasi 3 metri d’acqua, mentre in negozio è salita di 30cm. Il materiale del noleggio si riesce a recuperare mentre è irrecuperabile una quantità importante di abbigliamento. Una volta abbiamo avuto un’esperienza similare: è entrata un pò d’acqua nella cantina e quello che si è bagnato abbiamo dovuto eliminarlo in quanto irrecuperabile. Una situazione pesante: ogni volta che entro in cantina mi viene il magone però con mia sorella ripartiremo. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i volontari che sono venuti ad aiutarci e i giovani di Macugnaga per la grande solidarietà. Purtroppo però ci sono delle persone che sui social stanno facendo affermazioni che sono veramente disgustose: le nostre case sono il frutto del lavoro, del sudore e di sacrifici. Qui si parla di gente che sta lavorando e che sta contribuendo al ripristino del paese. L’unica cosa positiva è che non sono state coinvolte persone”.
Davide Rabogliatti (Rabogliatti Sport)


“Siamo saliti Sabato mattina verso mezzogiorno con i ragazzi (8-16 anni) e durante la giornata abbiamo fatto attività. Di notte ha piovuto forte ma la Domenica mattina, visto che era abbastanza pulito volevamo fare un’escursione alla Zamboni; dal Belvedere ci hanno avvertito che il percorso ai Burki era interrotto e di conseguenza avrebbero mandato l'elicottero a evacuare in quanto senza alternativa. Siamo rimasti sorpresi, perché dato che lì è isolato non abbiamo sentito nulla. Ci hanno evacuato in paese e giunti alle macchine siamo scesi in valle. Eravamo in 15 e l’elicottero ha fatto 4 giri. Poi nel pomeriggio altra gente alla Zamboni è stata riportata a Macugnaga”, commenta Domenica sera Mauro Martinengo (Presidente CAI Novara).


“Domenica come AIB erano a Macugnaga 52 persone per svuotare le cantine e ad aiutare la popolazione. Tra noi, Protezione civile e Vigili del Fuoco, abbiamo portato un aiuto cospicuo alla popolazione, ma va anche rimarcato l’aiuto che loro hanno dato a noi. Quando arrivi a trovarti un pasto caldo dopo ore di lavoro è un gran bel gesto. 
Il primo intervento di ieri (Domenica 30 giugno ndr) è stato lo svuotamento di cantine, poi si inizierà la pulizia di strade e di vialetti per dare una parvenza di normalità a qualcosa che di normale non ha nulla. In tre ore è venuta l’acqua che solitamente cade in un anno: 176 mm al metro quadrato”, commenta Lunedì mattina Massimo Felisati (Comandante Distaccamento AIB Valle Anzasca e Sindaco di Vanzone con San Carlo).


“I mobili li abbiamo lavati e riportati dentro, ma sono andati persi il computer, la stampante, il pos, parecchi documenti, libri e magliette. Fortunatamente l’archivio si trova al piano superiore e non è stato toccato, perché l’acqua è arrivata a un metro. Si è spalancata la porta ma non si sono rotte le finestre. Grazie ai volontari la sede è stata ripulita, mentre la caldaia sarà da sostituire. Un altro problema sarà la sentieristica e grave è la situazione in Quarazza: il ponte a Crocette è stato portato via e forse anche quello di Prà dei Lanti, che avevamo intenzione di sostituirlo”,  Antonio Bovo (Presidente CAI Macugnaga).


“Come CAI Piemonte stiamo monitorando la situazione, ma al momento non si riescono a fare previsioni, troppo pericoloso uscire a fare verifiche. Questa mattina (Lunedì ndr) ho sentito il referente della Sosec (Struttura operativa sentieri e cartografia), che ha allertato tutti i referenti di area. Per il momento siamo in attesa, i danni sono soprattutto nella nostra zona, Valle d'Aosta e nord ovest Piemonte. Domani sera (Martedì ndr) sono a Villadossola per fare il punto della nostra area”, commenta Lunedì mattina Bruno Migliorati (Presidente CAI Piemonte).


“La nostra casa è ferma, abbiamo la cantina con 1m50/1m80 di fango perché fino a ieri c’era il fiume che sbatteva contro e temiamo per la struttura. I prossimi passi saranno quelli di valutare con i periti l’agibilità e poi entrare a lavorare: non c’è corrente, acqua e gas. Tutto staccato e il resto è messo male. Di fianco a noi, l’acqua ha eroso le fondamenta del vecchio Glacier. Io sabato non ero a Macugnaga, c’era mio fratello e mia mamma di 92 anni che di notte è stata evacuata a casa della nipote”, Giuseppe Corsi.

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“Il Soccorso Alpino era già presente prima dell'arrivo dell’alluvione, poiché stavamo facendo assistenza al MEHT. Con l'alluvione e la conseguente scomparsa di luce e rete telefonica abbiamo avuto criticità, perché 30 atleti ancora in gara non erano più tacciabili tramite chip GPS, per cui è stato fatto un gran lavoro per recuperarli e metterli in sicurezza. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Natalia Sibilia (Vice delegato) si è occupata insieme al capostazione di Macugnaga, Alessio Marone, della gestione del recupero concorrenti e delle persone rimaste nei rifugi in quota (17 persone bloccate al Saronno, 12 allo Zamboni e 10 al rifugio CAI di Crocette in Quarazza). Le persone al  Saronno e allo Zamboni sono state evacuate con elicottero dei Vigili del Fuoco e l’assistenza di due guide alpine del Soccorso Alpino.
Durante la notte, nei primi momenti di paura, ci siamo resi disponibili ad aiutare gli sfollati cercando un riparo al locale degli alpini fino all'organizzazione vera e propria avvenuta con l'istituzione del COC. 
Personalmente, come responsabile sanitario, nel gruppo di coordinamento abbiamo gestito eventuali criticità riguardanti l’aspetto sanitario (avevamo in abitazione persone invalide, due famiglie che dovevano gestire farmaci salvavita da mantenere in frigorifero e crisi di panico varie). Ma per fortuna non si sono registrate vittime o feriti”, Luca Tondat (Soccorso Alpino).


“Abbiamo il negozio all’inizio del paese e siamo stati fortunati a non subire grossi danni, tranne un pò di sporcizia; tutto risolvibile e non avendo la cantina questo ci ha aiutato. Per noi il grosso problema arriverà tra qualche giorno, perché da Pecetto ai Burki non esistono più piste o strade e ad oggi non sappiamo ancora cosa fare. Solitamente iniziavamo a caricare tra il 10 e 20 luglio e tra tredici giorni dovremo essere in Pedriola, ma non so se ce la faremo. Non andare su all’Alpe vorrebbe dire tornare a casa, rimettere le vacche in stalla e così si complica il discorso contributi, perché non caricando un anno li perdiamo per i prossimi sei anni. Attualmente le vacche sono in un alpeggio a Calasca, ma la nostra speranza è di salire” . Luca Marta (Azienda agricola MADALU).


“Qui in Valle di Saas la situazione è simile e abbiamo anche una vittima da piangere. Auguriamo ai macugnaghesi tanto coraggio e forza” . André Zurbriggen Valle di Saas.

Saas Grund
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“La situazione è molto dura e dolorosa, perché adesso si stanno mettendo in moto gli aiuti e l’elicottero è venuto su ai Burki con i rifornimenti e l’acqua per gli animali, solo che l’alluvione ha devastato tutto il paesaggio con massi enormi. Come azienda agricola abbiamo iniziato a fare una campagna fondi vendendo box e voucher per cene o pranzi d’alpeggio per poter così ripartire. Parte del ricavato sarà destinato alla comunità di Macugnaga. Siamo rimasti colpiti dal fatto che le vacche non siano state prese e trascinate via dalla piena”, commenta Benedetta Mostratisi (collaboratrice Azienda Agricola Alpe Burki).


“Noi abbiamo avuto la fortuna che l’acqua sulla strada di Chiesa Vecchia entrava dall’ufficio, passava la lavanderia e usciva sul Tambach, tutta la notte abbiamo buttato fuori acqua ma quando il Tambach è arrivato sulla passerella della lavanderia siamo dovuti andar via e alla mattina c’erano 10cm di palta in ufficio e in lavanderia. Il problema è stato il magazzino purtroppo essendo chiuso ha imbarcato 50 cl di acqua con danno a pompe, caldaie e bruciatori”, commenta Gildo Burgener (Impianti termici). 

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