A Macugnaga per conoscere la storia del padre
Nella mattinata di Lunedì 24 aprile sono arrivate a Macugnaga, accompagnate da Giuliana Berzano e da Gianfranco De Venuto, Ann Plumb e June Dunne, figlie del prigioniero di guerra Paul Lavallee e nipoti di Norm Freeberg, i quali durante la guerra arrivarono a Macugnaga.
Ann e June erano in paese per ripercorrere l’itinerario del padre che da Vercelli, insieme ad altri soldati australiani, raggiunsero Macugnaga e alcuni la Svizzera, ma anche per vedere con i loro occhi il paese raccontato molte volte da loro padre.
Grazie alle ricerche di Katrina Kittel, (storica e ricercatrice di prigionieri di guerra australiani in Italia), è possibile leggere nel suo libro “Shooting Through” la testimonianza di Paul e Norm, i quali insieme a un gruppo di prigionieri di guerra, dopo aver lasciato l'Hotel Alpe Noveis, andarono a Scopello, a Piode e ad Alagna.
Le descrizioni di Paul indicano che presero la strada del Passo del Turlo, dove un ragazzo si offrì di guidarli fino a Macugnaga “passando per una miniera d'argento e il fiume”.
La madre del ragazzo, a casa sua, offrì ai prigionieri un banchetto con patate bollite e formaggio. Partirono alle 22.00 e a Paul fu detto che avrebbero dovuto attraversare tre torrenti con vecchi ponti di ferro sul lato sud del villaggio di Macugnaga. Due li hanno attraversati facilmente, ma il terzo ponte era più lungo. Al buio non riuscirono a vedere se fosse sorvegliato e come si legge a pag 120, “furono accolti da soldati fascisti pesantemente armati che li portarono rapidamente alla caserma di Pecetto”.
Alcuni membri del gruppo non furono catturati da quei soldati, perché riuscirono a fuggire nell’oscurità e a risalire il Monte Moro nei giorni successivi. “Paul, Norm e i prigionieri di guerra arrestati furono caricati su un camion aperto proveniente dalla valle” raccontano le figlie e Katrina, “quando il camion ripartì ebbero il timore che si potesse ribaltare a causa dell’alta velocità e delle curve della strada”.