La “Madonna nera” di Migiandone
Un voto per ritrovare il filone d’oro Ricorre quest’anno (2020 nda) il bicentenario di edificazione del piccolo santuario dedicato alla Madonna “nera” di Oropa a Migiandone, frazione del comune di Ornavasso in Bassa Ossola. La storia della chiesa è legata strettamente alle miniere d’oro di Macugnaga.
Scrive don Remo Bessero Belti (“La Madonna d'Oropa di Migiandone”, 1985): “Racconta l’aurea leggenda del voto fatto dal suo fondatore, Gaspare Bessero (1769-1861), cercatore d’oro in valle Anzasca, il quale vestito da mendicante percorreva a piedi la distanza fra Pestarena e Torino per portare alla Zecca i lingotti d’oro nascosti in una polenta, che teneva nello zaino. Così travestito e passando per strade secondarie, era sempre riuscito a sfuggire ai malandrini che tentavano di saltargli la strada. E fu così che, passando sotto i monti d’Oropa nel Biellese, aveva fatto voto a quella Madonna: nella miniera si era perso il filone d’oro; se lo avesse trovato, avrebbe fatto costruire in paese una bella chiesa in onore di quella Madonna. E così avvenne. I lavori di costruzione dell’edificio iniziarono il 17 agosto 1819 e già nel luglio dell’anno successivo il vescovo di Novara visitava il cantiere pressoché ultimato. Infatti nell’ultima domenica di agosto del 1820, il parroco don Carlo Jonghi, delegato del vescovo, benediceva la chiesa, annotando sul registro dell’archivio: “Festa solenne, grande concorso mai vedutosi, milizia, mortaretti e banda per tre giorni”.
Il Santuario, su un breve ripiano aperto sulla valle del Toce, è accessibile a piedi lungo una comoda stradina selciata con cappelle della via crucis (1822, dipinti del pittore vigezzino Lorenzo Peretti).
Ha una disposizione a croce greca e presenta tre altari e un piccolo oratorio. Il maggiore è dedicato alla Beata Vergine d'Oropa, con una statua in una nicchia di marmo; i laterali presentano grandi affreschi: un'Adorazione dei Magi di Paolo Raineri e un Sacro Cuore di Gesù.
L’oratorio è dedicato alla Madonna di Pompei. L’ultima domenica di agosto, festa solenne della “Madonna nera” è occasione per i molti migiandonesi emigrati all’estero per un ritorno a casa e, per i discendenti, ai luoghi d’origine.
