Santuario della Gurva e della Madonna della Neve chiusi per l’inverno
Il Santuario della Gurva a Calasca e quello della Madonna della Neve a Bannio chiusi per l’inverno, riapriranno al culto nella prossima primavera.
Nei paesi di montagna con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi si comincia a pensare all’inverno. Si rimpingua la scorta della legna da ardere. Greggi e mandrie scendono verso il paese generando feste e novità per i turisti. Nei prati migliori si taglia quella poca erba rimasta, il terzuolo. Dalle case escono profumi di confetture e conserve. Si raccolgono noci, mele e castagne. Negli alpeggi si chiudono le baite e cala il silenzio che sarà rotto solo dall’eco di qualche sporadico sparo dei cacciatori. Anche la componente religiosa osserva il cadenzare della stagione, i piccoli oratori restano chiusi e i Santuari minori accolgono l’ultima celebrazione prima del letargo invernale. Sono luoghi simbolo di una fede radicata e antica, ma fuori mano per la stagione invernale che potrebbe essere ricca di copiose nevicate o freddo intenso. Tutte le celebrazioni religiose si spostano nelle grandi chiese parrocchiali.
A questo rito sono soggette anche il Santuario della Madonna della Gurva in Comune di Calasca Castiglione e quello della Madonna della Neve a Bannio. Quest’ultimo riaprirà al culto sabato 2 marzo 2019 quando sarà celebrata la S. Messa d’apertura del 390° anniversario (1629-2019) del voto fatto dai cittadini di Bannio.
La storia del voto narra che la primitiva cappelletta dedicata alla Madonna della Neve, edificata tra i castagni e gli abeti sul margine dell'altipiano banniese sotto la Colletta, era mal ridotta e pertanto, nel 1613 la ragioneria di Bannio domandò al Vescovo di Novara di poter non solo risistemare l'antica cappelletta ma trasformarla in oratorio.
Nel 1622 la nuova chiesetta fu consacrata e il 5 agosto ci fu l'inaugurazione con la celebrazione della S. Messa da parte del parroco don Giovanni Rampanelli. Alla solenne cerimonia prese parte, quale guardia d'onore della Madonna della Neve, la Milizia composta di giovani scelti, volontari, armati, ma senza uniformi, ben più contenti di esser i soldati della Madonna che i soldati della Spagna contro il Piemonte. Quella data segnò ufficialmente la nascita di quella che oggi è la Milizia Tradizionale di Bannio.
Nel 1629 i capi famiglia del paese, trepidanti per la peste che serpeggiava nelle valli vicine, si misero sotto la speciale protezione della Beata Vergine della Neve dichiarando festa di voto il 5 agosto, obbligandosi a osservarla come festa di precetto in avvenire per sempre.
Tutt’oggi a Bannio il 5 agosto si ripetono i solenni festeggiamenti con la partecipazione della Milizia Tradizionale e dell’intero paese, con Corpo Musicale, Confraternita e le donne nei loro caratteristici costumi tradizionali.
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Le foto dei Santuari e Milizia sono tutte Valledelrosa.it