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Abele Traglio e la Valle Strona

Storie di montagne e di guide alpine

Alla fine dell’Ottocento i monti del Cusio, prealpini per dimensioni e caratteri, furono oggetto di una primitiva scoperta della montagna da parte degli abitanti delle città. Il Mottarone, il Massone e il Capezzone, i monti della Val Grande diventano teatro delle prime escursioni di massa. Troppo lontane e di difficile accesso sono le Grandi Alpi che vengono ammirate, come un miraggio lontano, dai Duemila a due passi dai laghi.

Nel 1872 era nato il Consorzio delle Guide Alpine delle sezioni del CAI di Torino, Aosta Varallo, Domodossola e Biella. Nel 1891 abbiamo la prima guida alpina della Valle Strona: si tratta di Spirito Rinaldi di Forno di Valstrona, che accompagnava i clienti allacciandosi al braccio un largo nastro rosso con la scritta “Guida Valsesiana”. Otto anni più tardi, il 7 ottobre 1899 diventa guida Abele Traglio, nato a Rimella ma cresciuto e vissuto a Campello Monti. Eserciterà la professione per 32 anni, fino al 1931 quando, dopo aver accompagnato centinaia di volte viaggiatori, turisti, studenti e signorine sui monti dell’alta valle, appenderà gli
scarponi al chiodo per lasciare il posto ad Agostino Beltrami che esercitava dal 1923.
Abele Traglio fu la più importante guida alpina della valle e il protagonista di quel periodo cruciale che vide la nascita del turismo alpino in Valle Strona. La sua figura fu riscoperta da Teresio Valsesia in un breve saggio su “Lo Strona” (3/82): Mentre l’alpinismo classico coglie gli ultimi allori sulle Alpi ormai quasi tutte svelate, Abele Traglio si accosta alla montagna con il rispetto e l’umiltà che contraddistingueranno tutta la sua professione di guida.
La prima gita è al Capezzone, quasi una meta sacrale di auspicio e vaticino per colui che sarebbe stato il miglior conoscitore delle montagne della Valle Strona. Ma, già all’inizio, non limitò la sua sfera di azione ai confini valligiani. Lo troviamo infatti sul Rosa, sul Gran Paradiso, sul Monte Bianco e nella regione del Cervino. Nel 1911 accompagna il magg. Jacopo Cornara, comandante del battaglione “Intra”, nella traversata in cresta dei monti di Campello, dall’Usciolo alla Bocchetta di Rimella.
L’anno precedente aveva accompagnato per sei settimane un geologo svizzero alla ricerca di nuovi filoni di minerali. Salite estive e invernali, individuali o di gruppo: il mestiere di Abele Traglio è protagonista di un trentennio di scoperta di questi monti: partecipa alla nascita dello scialpinismo accompagnando negli anni ‘20 l’omegnese Isolo Rasi ed Ettore Giraud, garantisce i primi interventi di soccorso alpino quando nell’agosto 1919 precipita dall’Altemberg l’alpinista legnanese Giovanni Cairoli o nel 1933 muore l’omegnese Angelo Falco sul Capezzone. Oggi il suo nome è ricordato dal rifugio escursionistico al Laghetto del Capezzone: ricovero d’emergenza per i frequentatori di quei monti da lui tanto amati.

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