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Storia e bellezza ai piedi del Monte Rosa

Dialogo con Alberto Pala.
Una passione nata ammirando gli imponenti dipinti della chiesa parrocchiale. Abbiamo incontrato Alberto Pala, 34 anni, macugnaghese. Dall’attività di famiglia, aperta dai nonni paterni, al mondo dell’arte. Da Macugnaga alle grandi metropoli mondiali inseguendo un sogno che è diventato una professione.

Quando è nata la tua passione per l'arte?
É una domanda che mi faccio spesso anch'io! Sono sempre stato molto curioso e affascinato dal linguaggio dalla pittura, ricordo che da bambino, quando andavo nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Staffa, restavo affascinato dai due imponenti dipinti che si trovano ai lati dell'altare e mi chiedevo come si potesse dipingere tele così grandi! Alcuni incontri della mia infanzia, primo fra tutti quello con Ernesto Treccani, hanno fatto germogliare in me questa passione. A diciotto anni, preso per sfinimento, mio padre mi regalò un'opera di Mario Schifano e da allora l'arte è diventata una presenza costante nella mia vita.

Di cosa ti occupi oggi e dove?
Attualmente vivo tra Milano e Macugnaga. Dopo diverse esperienze, dal 2010 collaboro come responsabile per la galleria Luca Tommasi arte contemporanea, importante realtà che mi dà la possibilità di lavorare a contatto con alcuni tra i più importanti artisti del panorama nazionale e internazionale oltre a partecipare alle più prestigiose fiere di settore italiane ed estere. Da un anno sono direttore di FormeUniche, rivista on-line che nasce con lo scopo di divulgare, in maniera più ampia e qualitativamente alta possibile, quell’arte che si sviluppa e nasce nel nostro tempo oltre a organizzare mostre ed eventi in spazi pubblici e privati.

Quali sono i tuoi riferimenti artistici?
Nessuno in particolare, credo sia necessaria una conoscenza approfondita di tutti i movimenti artistici del Novecento per poter comprendere l'arte di oggi, dall'Espressionismo al Futurismo fino alla Pop Art e all'Arte Concettuale e Neo-Concettuale.

Qual è l'artista che ti appassiona di più?
Ritengo Giovanni Segantini il più grande tra i “grandi pittori”, anche se cerco di giudicare sempre la singola opera, a volte si possono trovare capolavori incredibili a firma di artisti cosiddetti minori.

A Macugnaga, sappiamo che in passato sei stato impegnato nell'allestimento di alcune mostre al Museo del Contrabbando e della Montagna…
Ho collaborato all'organizzazione di tre mostre realizzate presso il Museo del Contrabbando e della Montagna, eventi espositivi sostenuti dalla Pro loco e dal Comune di Macugnaga. La prima, “Macugnaga ricorda il pittore Ernesto Treccani”, fu prodotta in collaborazione con l'architetto Jacopo Muzio, la Fondazione Corrente e la famiglia Muzio-Treccani. La seconda, “Macugnaga la storia dipinta”, vedeva esposte, nelle sale del museo, opere provenienti dalla mia collezione personale e da quelle di Italo Hor. Datati dalla fine dell'Ottocento ai primi del Novecento, i lavori presenti nelle due raccolte sono stati realizzati da alcuni dei più importanti pittori che hanno dipinto le bellezze del nostro paese e del nostro paesaggio. Lo scorso anno, in occasione della prima edizione del Premio Macugnaga Arte e Cultura, abbiamo realizzato una mostra personale del fotografo Gianni Maffi dal titolo “Montagne di carta”.
L'evento è stato arricchito dalla presentazione di un catalogo, edito per l'occasione, e da una prestigiosa e sentita cerimonia di premiazione presso la locale Kongresshaus.
L'idea di realizzare un premio annuale nasce dall'associazione culturale MAC, realtà culturale fondata insieme all'architetto Jacopo Muzio e alla storica dell'arte Deianira Amico con l'intento di sviluppare manifestazioni culturali sul territorio di Macugnaga. Le mostre appena ricordate, oltre ad attrarre molti visitatori, hanno potuto dare grande visibilità al paese grazie ai numerosi articoli e recensioni uscite su riviste e siti di settore e sulla stampa locale.

Macugnaga e la Valle Anzasca hanno un patrimonio artistico - culturale notevole, come pensi potrebbe essere valorizzato?
In questo momento di crisi, nel quale i Comuni non riescono a sostenere o sponsorizzare grandi iniziative, penso che tutti noi, nel nostro piccolo e in base alle nostre conoscenze, possiamo fare qualche cosa per valorizzare il nostro patrimonio. Quando sono nel mio bar parlo spesso dell'importante tradizione artistica del nostro paese, delle nostre bellissime chiese in cui sono presenti opere di una qualità strepitosa, dipinte o scolpite da artisti che erano di Macugnaga e della Valle Anzasca.
Questi artisti hanno per me un fascino incredibile e poi tutti i più grandi paesaggisti sono venuti a ritrarre la nostra montagna e alcuni se ne sono innamorati a tal punto da restarci mesi se non per tutta la vita come Mario Moretti Foggia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Con la galleria Luca Tommasi sto lavorando alla realizzazione di una mostra personale di Matteo Montani, poi saremo presenti alla Dallas Art Fair. Si è invece appena conclusa la mostra Post – Tradition. 108 & Giulio Zanet realizzata in collaborazione con FormeUniche presso la settecentesca Villa Casati Stampa di Soncino a Muggiò e stiamo ora lavorando al progetto di una mostra che si terrà in un interessantissimo e innovativo spazio a Bologna.
Con l'associazione MAC, a breve, presenteremo, presso il Comune, il progetto per la seconda edizione del premio "Macugnaga Arte e Cultura”. Mi piacerebbe aprire una piccola galleria estiva dove poter organizzare mostre e incontri nei quali parlare di quanta storia e bellezza c’è ai piedi del Monte Rosa ed inoltre sarebbe bello organizzare delle mostre permanenti a Macugnaga, il problema è che in paese non esiste uno spazio espositivo.

Hai incontrato difficoltà nel tuo cammino?
La difficoltà maggiore è stata quella di far capire alla mia famiglia che la mia passione era diventata il mio lavoro!
La storia di Alberto conferma quanto affermato da Paulo Coelho: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”.

 

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