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Fede in quarantena

Come la tecnologia social aiuta a creare una nuova comunità

Ormai da diversi giorni sono anche io chiuso in casa, con l'invito a muoversi il meno possibile. La CEI ha sospeso tutte le funzioni pubbliche, ma non per questo noi preti siamo in vacanza o in cassa integrazione. Mai come in questi momenti si desidera la presenza di Dio e a noi la sfida di raggiungere tutti per dare serenità e fiducia. Ecco allora alcune scelte, che vogliono lanciare un messaggio forte: Dio non ci lascia soli, ma anche in questa strana situazione ci accompagna e ci sostiene.

La prima scelta è sul territorio: le chiese rimangono aperte. Non importa se nessuno vi entra, se non ci sono celebrazioni pubbliche ... Dio abita in mezzo a noi e la chiesa aperta è un invito a ricordarselo e un conforto.
Ecco che le nostre chiese, grazie anche ai volontari di ciascuna parrocchia, sono aperte alcune ore al giorno. Quindi la scelta di non sospendere le funzioni: più volte mi sono ritrovato in chiesa a celebrare la S. Messa tutto solo o con una o due persone. Se da una parte stringe il cuore, perché vedo le nostre belle chiese vuote, dall'altra sento che tutti con il cuore vogliono essere presenti, e che la benedizione del Signore dalle nostre chiese raggiunge tutte le nostre case.
Grazie alla memoria e ai consigli di tante persone, siamo poi tornati a riscoprire cosa hanno fatto i nostri padri in situazioni simili. Ho scoperto che hanno pregato tanto, si sono affidati alla Vergine Santissima, ai nostri santi. Allora lo abbiamo fatto anche noi: abbiamo esposto la statua di san Giuseppe ad Anzino, la Madonna della Neve a Bannio, abbiamo pregato davanti a san Valentino e alla Madonna delle Grazie a Calasca, ci siamo affidati a san Rocco, il santo della peste, a Castiglione. Ma non solo, abbiamo scomodato anche i santi a noi vicini: don Giuseppe Rossi, il venerabile Francesco Tojetti ... Infine abbiamo colto l';opportunità che i social media ci offrono: la possibilità di trasmettere in diretta le nostre preghiere e celebrazioni, per aiutare chi è a casa a pregare, per sentirci meno soli.
Io per primo ho dovuto imparare, ma è stato davvero utile. La tecnologia non ci distrae dalla preghiera, ma ci aiuta questa volta! Abbiamo trasmesso da tutte le chiese parrocchiali e dai nostri santuari. E così le nostre chiese sono diventate ancora più grandi e accoglienti, perché virtualmente siamo sempre stati in tanti: alcune celebrazioni sono state seguite anche da 500 persone ... Questa quarantena ci ha fatto riscoprire una fede antica, in situazioni che sembravano rinchiuse in un lontano passato, quello della peste, ma che è diventato improvvisamente attuale.
Questa fede antica ha saputo proporsi in modo nuovo, grazie ai social.
Allora vi aspettiamo, sulla pagina del Santuario di Anzino e sul Gruppo Parrocchie Bassa Anzasca su facebook. Ci sentiremo uniti, non solo tra di noi, ma soprattutto con il Signore, che non ci abbandona. Concludo con un dolore, quello di non poter essere presente allo stesso modo in tutte le parrocchie. Le limitazioni riguardano anche me e soprattutto Castiglione è difficile da raggiungere, ma non per questo è dimenticata. Spero che la preghiera virtuale possa aiutare tutti, ed essere un'occasione di pregare insieme nelle nostre famiglie.
Questo ci farà bene!

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