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Immagini della vecchia Pieve

Un tuffo nel passato grazie ad una raccolta di fotografie d’antan

Ai nostri giorni la fotografia è ormai alla portata di tutti: ogni occasione è buona per scattare foto, sempre più con gli smartphone e sempre meno con le macchine fotografiche.
A dire il vero vengono i brividi a chi è cresciuto con le vecchie “regole” dell’inquadratura che doveva essere attentamente valutata, inquadrata mantenendo l’orizzonte “diritto”, con il sole alle spalle.

Gli scatti erano in numero limitato dato il costo non indifferente del materiale utilizzato.Gli appassionati, poi, passavano ore e notti nella “camera oscura” per sviluppare i negativi e poi stampare le immagini su carta o addirittura su supporti telati per le immagini più preziose.
Le immagini ottenute non avevano un carattere effimero come quelle digitali, ma restavano nei cassetti o negli album a ricordo e testimonianza.
Fa oggi un certo effetto ritrovarsi sotto gli occhi esemplari di quasi cento anni fa che ci restituiscono angoli del paese e volti ormai scomparsi: mi fa piacere proporre quest’album di angoli scomparsi, o profondamente modificati di Pieve Vergonte.
La mia ricerca è partita da una foto del centro del paese scattata dall’alto del campanile che offre un’immagine profondamente diversa dall’attuale. In primo piano si vede il fabbricato della latteria turnaria, edificato nei primi anni del secolo scorso; proseguendo verso sinistra ecco “casa Sibilia” e poi il “caffè Centrale”, per decenni vero e proprio luogo di ritrovo e aggregazione sociale. Davanti ad esso la casa che ospitava il “Ristorante Centrale” (quanta fantasia nei nomi!) e, di fronte, l’asilo Cicoletti.
La veduta si estende verso montagna fino alla località Buchero e al “cantun d’la Miseria”, posto sulla riva destra del torrente Marmazza. Moltissimi gli alberi da frutta, oggi totalmente scomparsi, inframmezzati tra le case, mentre nell’angolo inferiore verso destra si vede un tratto della strada in terra battuta che si dirigeva verso Piedimulera, attraversando il greto della Marmazza con “ul cunetun” e i vasti prati dove si trovavano solo poche case di Fomarco Basso. Nella foto 1, ripresa da una vecchia cartolina, si può ben vedere il piccolo nucleo abitato e la vasta area di prati che si estende verso Piedimulera.
La via principale (foto 2) era via Roma, ora via Cicoletti: il fondo, ovviamente, era in terra battuta, quotidianamente accudita dal “stradin” o “cantunè” con la sua carriola, pala e scopa. Esiste ancora oggi il fabbricato che ospitava il “Ristorante Centrale” e anche “l’osteria dul sciur Tapella” nella quale era esposto imbalsamato lo storico lupo ucciso a Mazucher. Proprio di fronte (foto 3) l’asilo infantile realizzato a fine Ottocento grazie al lascito testamentario del benemerito dottor Giovanni Cicoletti: intere generazioni di pievesi vi trascorsero i primi anni d’infanzia, accuditi dalle Suore del Cottolengo. Poco più in là (foto 4) la via si restringeva per la presenza del forno per il pane, sulla destra: di fronte la recinzione del prestigioso Palazzo Gallotti che fu anche abitazione dello storico e indimenticabile dottor Nino Monaco, oggi diventato sede del Municipio, seppur completamente ristrutturato.
Sulla via che portava alla chiesa (foto 5) il fotografo ha immortalato un’immagine che ci restituisce un ricordo della vita dei tempi, con la vecchietta con la “civera” in spalla, ripresa in primo piano nella foto 6.
Sarebbero tantissime le immagini, ma mi piace chiudere con le foto 7 e 8 nelle quali il fotografo ha voluto impreziosire con le modelle le sue inquadrature, dando un esempio di quella che un tempo si definiva “l’arte della fotografia”.

Vecchia Pieve - Foto 1
Vecchia Pieve - Foto 2
Vecchia Pieve - Foto 3
Vecchia Pieve - Foto 4
Vecchia Pieve - Foto 5
Vecchia Pieve - Foto 6
Vecchia Pieve - Foto 7
Vecchia Pieve - Foto 8

Farmacia di vanzone

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