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Quando il bosco ti parla

Anche oggi sul Lago c’è il Sole.
La temperatura benché fresca mi è gradevole e decido di fare ancora una camminata in quel di Cavandone. Non ci sono andata per molti anni e ora mi sembra un posto incantevole vicino e facile da raggiungere dove trovare pace, silenzio e natura in attesa di poter ricalcare sentieri di montagna anche più lontani. Questa volta però guardo da un'altra prospettiva, sarà il mal di denti che mi accompagna da inizio anno a rendermi più concentrata, ma oggi il sentiero che costeggia la strada ricavato all’interno del bosco ha una luce diversa.

Vedo il sole farsi strada tra i rami e rovi intrecciati tra tronchi di albero caduti dalle precedenti frane dovute alle alluvioni.
E’ un sole che vuole prendere spazio ma la vegetazione è compatta e lo lascia solo filtrare.
Alla mia destra si estende il bosco, di querce e pungitopo, di pioppi e abeti.
Cammino su un tappeto di foglie umide di neve che non riescono ad asciugarsi perché il sole non passa e la temperatura li è fredda allora decidono all’unisono di comporre davvero un tappeto morbido su cui camminare.


Qua e là ancora chiusi ricci di castagne mai colti, ma fieri di essere lì a tracciare il sentiero.La natura oggi mi parla, e mi racconta che è lei in quei luoghi dimenticati dai più ma frequentati da chi come me ama camminare, che è lei a condurre il gioco. Che anche se alluvioni e frane devastano il bosco, se anche l’uomo tutto intorno costruisce strade e nuove case dirimpetto al Lago, lei è sempre la padrona e che per arrivare dove vuoi devi passare attraverso la sua casa.
Alla mia sinistra il Lago fa compagnia, e ogni tanto sbucano case in costruzione, alternate da altre abbandonate. Ma tutte in comune hanno una vista che toglie il fiato.
Il bosco mi parla e mentre lo fa mi spiega che sul sentiero trovo ruscelli improvvisati e vegetazione da rispettare.
Passo un ponticello ben fatto con travi di legno e sotto un piccolo ruscello che canta ad alta voce.
Ecco lì mi fermo e assaporo quella musica, un punto isolato dalla strada immerso nella natura di un bosco timido e il Lago che fa da guardiano.
Ma davvero pensiamo di possedere tutto questo? La natura è qui prima di noi è superiore a noi e ce lo dimostra non urlando ma semplicemente esistendo.
Arrivo ancora alla Chiesa del Buon Rimedio, qualcuno mi ha preceduta e si gode il sole. Mi avvicino di nuovo alla quercia che ho visto l’altro giorno e che mi è rimasta impressa per il solco nel tronco. Appoggio la mano e con mia sorpresa non era fredda ma calda.
Anche lì mi ha raccontato di quanta gente ha visto negli anni, e di quanti si siano fermati da lei e le abbiano lasciato storie in memori perché non si sentisse sola.
Qualcuno le ha anche inciso la propria storia sul tronco. E io guardandola mi sono sentita davvero in sintonia.
Una quercia, a dominare una vista bellissima davanti ad una chiesa attorniata dal bosco.
La regalità di quel luogo non mi è mai sembrata più bella.

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