Macugnaga è una storia d'amore
E dove se non in montagna?
Oggi come sempre la mia domenica di rito ad inizio autunno è a Macugnaga.
La mia montagna.
Mia magari no, di tutti coloro che la amano, ma io quando sono lì, sono felice.
La neve dei giorni scorsi ha imbiancato il Monte Rosa, che appena girata la curva mi accoglie come sempre.
Ma quanto basta per dare al territorio la giusta temperatura autunnale, oggi 7 gradi.
Adoro andare lì, e oggi sono risalita a piedi dalla pista da sci che in inverno, quando nevica, è uno spettacolo.
Le seggiovie erano attive, ma camminare per me è fondamentale.
Lungo il percorso il bosco, con i suoi muschi e i suoi funghi, che a dire il vero nessuno ha raccolto e di conseguenza nemmeno io, ma è bello vedere la natura.
Il torrente Anza che nasce dal ghiacciaio del Belvedere, e contorna l’alpe Burky, era bello vivo e si sentiva la voce. Complice la neve scesa l’altro giorno.
Lo scenario tipicamente autunnale delle montagne che lo circondano, le pigne e i fungi, ma soprattutto la pace.
Il silenzio.
I sentieri del bosco che siano ricoperti di neve o solo di foglie mi ridanno quella semplicità che volte perdo.
Vivere una vita frenetica scandita dall’orologio e dai doveri ti fa perdere attivamente il contatto con quello che di vero c’è.
Ecco perché torno lì, sempre.
Solo la vista già mi appaga di tutto, luoghi che ho nel cuore e che nulla potrà scalfire, nemmeno posti più belli o più innevati.
Macugnaga è una storia d’amore lunga anni, ho iniziato lì ad amare la natura, il contatto con la vita vera, e ho il ricordo dell’amore più grande della mia vita, per sempre nel mio cuore.
I sentieri del bosco hanno molto da raccontare, ma tanto da ascoltare.
A presto, Macugnaga. Montagna. Bosco.