Nuovi tasselli dalla preistoria e dall’età romana in Valle Anzasca
Negli scorsi mesi il Civico Museo Archeologico di Mergozzo ha ricevuto in consegna dal vanzonese Giovanni Lana alcuni piccoli, ma molto interessanti reperti, dallo stesso rinvenuti sulla superficie del terreno in Valle Anzasca. Si tratta in particolare di due utensili preistorici in selce, uno da Calasca Castiglione e uno dal territorio di Ceppo Morelli (alpe Cöl) e di due oggetti ceramici di età romana sempre da Calasca.
I primi due reperti, una lama e un raschiatoio, rivestono una notevole rilevanza poiché si tratta delle prime e ad oggi uniche testimonianze di frequentazione preistorica della Valle: strumenti di questo tipo erano ottenuti scheggiando la selce, una pietra importata da altre località e non presente nelle nostre montagne, e sono caratteristici di epoche che vanno dal Neolitico all’età del Bronzo (tra 5000 e 1200 a.C.). Possiamo così, grazie ad essi, affermare che la Valle Anzasca fu frequentata dall’uomo fin dalla preistoria.
I due frammenti ceramici sono invece pertinenti a una coppetta, di tipo detto ”a vernice nera”, introdotto nelle nostre zone nel II-I secolo a.C., e al fondo di una piccola lucerna, oggetto di illuminazione che compare nella bassa Ossola nel I secolo d.C.
Queste testimonianze delle fasi di romanizzazione e di prima età romana imperiale per la Valle Anzasca si vanno ad aggiungere ad altre già note, ovvero i corredi funerari di Bannio Anzino, oggi esposti al Museo Nazionale di Antichità di Torino, e di Vanzone con San Carlo, che si possono ammirare presso i Musei Civici di Domodossola.
Troviamo così conferma che l’Anzasca era abitata in epoca romana.
Forse con una distribuzione dei villaggi simile all’attuale e tra questi esisteva anche l’insediamento di Calasca, oltre a quelli già citati di Bannio e Vanzone.
Esprimiamo sincera gratitudine a Giovanni Lana che, ritrovando casualmente questi reperti, vi ha prestato attenzione, raccogliendoli e consegnandoli al museo.
Questo gesto di sensibilità civica, per altro doveroso in base alle leggi italiane, ha permesso di ricostruire qualcosa della più antica storia del territorio, permettendo la conservazione di questi “tasselli” del nostro passato, che verranno così tramandati ai posteri.
Invitiamo coloro che desiderano vedere questi e tanti altri reperti archeologici da tutto il Verbano Cusio Ossola a visitarci, per tutto il mese di agosto il museo è aperto tutti i giorni dalle 15 alle 18, mentre a settembre e ottobre sarà aperto il sabato e la domenica dalle 15 alle 18 e negli altri giorni può esserne richiesta l’apertura per gruppi e scolaresche. (Per info :
Elena Poletti Ecclesia - conservatrice archeologa Museo di Mergozzo
© Foto di Giovanni Lana