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Le miniere storiche della Val d’Ossola

Storie di donne e di uomini “dentro” la montagna

Per oltre cinque secoli le miniere storiche della Val d’Ossola hanno fornito preziosi minerali (oro, argento, ferro, rame, …) la cui estrazione ha scritto pagine poco conosciute di un’antica economia alpina. 

Una storia che si è tragicamente conclusa nel 1961 con la chiusura della miniera di Pestarena, l’ultima miniera d’oro delle Alpi. Da allora la montagna italiana è entrate in una fase storica nuova: quella del turismo di massa.
Il panorama minerario dell’Ossola, distretto primario in Italia, si dipana tra la Valle Anzasca (Pestarena e Vanzone), la Valle Antrona (oro ad Antrona e ferro a Montescheno), la Valle Antigorio (le miniere dell’Alfenza di Crodo), la Val Toppa (oro a Pieve Vergonte) e il rame di Migiandone. Accanto a questi “centri minerari” storici” vi sono molti altri luoghi di estrazione in altri paesi ossolani.

Frutto di anni di puntuali ricerche, è nelle librerie in questi giorni il libro Le miniere storiche  della Val d’Ossola - Storie di donne e di uomini “dentro” la montagna (Grossi, Domodossola, 2026) di Paolo Crosa Lenz e Giulio Frangioni (con la collaborazione di Mauro Conti).
Il libro raccoglie per la prima volta in modo organico le tante storie di donne e di uomini, a volte anche di bambini, che “dentro” la montagna hanno compiuto il loro destino esistenziale. Sono storie di coraggiose e spesso sfortunate avventure imprenditoriali, di lavoro sofferto con sullo sfondo lo spetro terribile della silicosi, di migrazioni che hanno unificato l’Italia.

Oggi le Alpi stanno vivendo profondi cambiamenti economici, climatici e sociali. Urge la necessità di restituire dignità e memoria a vite, a volte spezzate, che “in miniera” garantirono nel tempo la continuità ad esigue comunità alpine. Scopo del libro è che questa “memoria nascosta” diventi orgoglio e patrimonio di tutte le genti di montagna. Una montagna “lontana” nel tempo che non può essere dimenticata.

Farmacia di vanzone

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