Draghi, un libro e un giovane delle montagne
“Egregio Avvocato desidero vivamente ringraziarLa per avermi inviato copia del volume Il segreto bancario e fiduciario in Italia e all’estero da lei curato.
L’occasione mi è gradita per ricambiarLe cordiali saluti.
Mario Draghi”.
Correva l’anno 2009, non avevo neppure quarant’anni e ricevere quella lettera dall’allora Governatore della Banca d’Italia mi riempì di gioia e di riconoscenza per una persona che, nonostante i suoi
numerosi impegni, aveva trovato il tempo di scrivermi e ringraziarmi per il libro scritto con altri due professionisti di lungo corso del settore. A quell’epoca i miei due figli, Lorenzo e Filippo, erano troppo piccoli per capire quanto quella lettera mi aveva gratificato. Pochi giorni fa, all’indomani del conferimento a Draghi dell’incarico di formare un nuovo Governo, ho deciso di fargliela vedere
dicendogli che non è per nulla scontato trovare persone che, raggiunti ruoli importanti, hanno l’umiltà di rispondere ad una lettera scritta da un giovane praticamente sconosciuto.
Quali insegnamenti ho tratto da quell’episodio?
In primo luogo che rispondere ad una lettera, così come ad una mail, è un gesto di grande rispetto nei confronti di chiunque e forse ancor più nei confronti di un giovane che più di tutti ha bisogno di
ricevere robuste iniezioni di fiducia.
In secondo luogo che un libro può aprire tante porte, anche quelle che appaiono invalicabili, a dimostrazione del fatto che la cultura può essere un formidabile grimaldello.
Infine ho provato un sentimento di gratitudine verso l’Italia per aver dato anche a me, nato e cresciuto sulle dure montagne, una chance, un’opportunità di riscatto sociale.
E forse è proprio questa la più grande sfida che ha davanti a sé Mario Draghi: restituire a tanti giovani italiani l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco per sé e per il Paese.